Hunziker: “Dalla trappola della setta alle mani di Dio”

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Hunziker: “Dalla trappola della setta alle mani di Dio”

  • di Federico Cenci

La presentatrice si racconta: “Può capitare a chiunque di essere adescato”

Si nasce uscendo dal grembo materno una volta sola. Ma si può rinascere più volte, uscendo dal buio di un tunnel. Lo testimonia l’esperienza di Michelle Hunziker, “rinata” nel 2006 dopo essere stata “cinque anni prigioniera di una setta”.
La nota presentatrice ha deciso di “vuotare il sacco” nell’autunno scorso con il libro autobiografico “Una vita apparentemente perfetta” (ed. Mondadori). Ha messo a nudo una parte della sua esistenza che l’ha profondamente segnata. Ventenne, sulla cresta del successo, sposata e neomamma felice, la Hunziker finisce in una trappola che nel tempo si rivelerà quanto mai vischiosa e isolante. Dietro il sorriso autoironico e gli occhi brillanti che apparivano in video, si celava un incubo.

Tutto ha inizio quando la giovane svizzera prova a trovare una soluzione alla caduta dei suoi capelli. Dopo aver calcato varie strade, la Hunziker si avvicina alla pranoterapia. Bastano una, due sedute e i capelli tornano a crescere. Ma soprattutto, trova una donna, la pranoterapeuta, con cui confidarsi. Quelle conversazioni le servono per individuare una ferita che si porta dietro da anni: il rapporto con il padre. Questa donna, eloquio e modi seducenti, trova la soluzione: “Vai a casa di tuo padre, suona il campanello e abbraccialo”, le suggerisce.

La Hunziker ritrova così l’amore di suo padre, ma gradualmente perde tanto altro. Entra nella rete della setta e si allontana dagli affetti. Viene “adescata”, come afferma lei stessa. Oggi vuole raccontare, per mettere in guardia quanti rischiano di incappare nella stessa trappola. In Terris l’ha intervistata pochi giorni dopo il Festival di Sanremo, che ha condotto insieme a Claudio Baglioni e a Pierfrancesco Favino.

Come può accadere che una ragazza di 23 anni, professionalmente appagata e amata dalla famiglia appena nata da un matrimonio, venga adescata da una setta?

“Può accadere a tutti, soprattutto quando nella vita si è in un momento di fragilità, quando cerchi delle conferme, quando cerchi l’amore, cerchi Dio, quando ti manca una persona cara. Può capitare ad ognuno di noi”.

Cosa l’ha persuasa principalmente di questa setta?

“Il senso di aggregazione e di appartenenza, le attenzioni ed il finto amore totalizzante che mi è stato tolto una volta adescata”.

Avvenivano anche dei rituali al suo interno?

“Inizialmente in maniera molto blanda, successivamente si tenevano delle riunioni tutti i venerdì sera, ci si riuniva tutti vestiti di bianco. Il maestro si sedeva al centro di un cerchio di persone ed iniziava a comunicare con loro”.

Le persone che le stavano intorno – i colleghi, gli amici, i familiari – come reagivano a questa sua condizione?

“Reagivano con paura, si allontanavano da me. Io li rifiutavo”. 

Come è stato il ritorno alla normalità? Quali le difficoltà maggiori?

“È stato uno choc perché tutto ad un tratto sono tornata alla realtà dopo aver vissuto per cinque anni all’interno di una bolla di sapone. Le difficoltà principali sono state il perdonare a me stessa quello che avevo fatto, la paura di morire. Ho rielaborato tutto con il tempo e con l’aiuto di professionisti validi”.

Nel libro accenna anche all’incontro con frate Elia e padre Amorth. Come è venuta in contatto con il primo?

“Ho conosciuto padre Elia tramite un mio amico prete, è stato un incontro bellissimo”.

Che ricordi ha dell’incontro che ebbe con padre Amorth?

“Ho incontrato padre Amorth tramite padre Elia. Nel 2002 era uscita una dichiarazione falsa attribuita a padre Amorth, in cui sosteneva che io ero impossessata da demonio. Padre Amorth non aveva mai dichiarato questo, mi ha voluto ricevere dandomi una benedizione, è stato emozionante, mi dato gioia e sollievo”.

Alla luce della sua esperienza, ritiene sia necessario avere prudenza nell’approcciarsi a quanti sostengono di saper orientare le nostre scelte?

“Assolutamente sì, soprattutto nei confronti di coloro che dicono di essere maestri di vita. I veri maestri di vita sono le persone a noi care e vicine. Un vero maestro di vita non chiederebbe mai dei soldi in cambio per aiutarti. Riconosco i professionisti veri – psichiatri, psicologi, frati – e l’aiuto gratuito che possono darti gli amici”.

Ha avuto recenti notizie dei membri della setta?

“Sì, ma solo attraverso i media”.

Che sentimento prova oggi nei loro confronti?

“Non provo nessun sentimento, sono sulla mia strada, nelle mani di Dio”.

Fonte: In Terris