I sacchetti bio a pagamento arrivano anche in farmacia

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Immagine: ilsalvagente.it

La normativa che ha introdotto il pagamento obbligatorio dei sacchetti biodegrabili e compostabili nei supermercati riguarda anche le farmacie. Dall’1 gennaio 2018, infatti, anche in farmacia i sacchetti non potranno più essere ceduti gratuitamente, con la differenza che i clienti saranno liberi di rifiutarli e utilizzare le proprie personali buste riutilizzabili.

di Charlotte Matteini

I sacchetti biodegradibili e compostabili a pagamento arrivano anche in farmacia. La stessa normativa che ha introdotto il pagamento obbligatorio dei sacchettini utilizzati per confezionare frutta e verdura al supermercato riguarda anche le farmacie italiane, che dallo scorso 1 gennaio 2018 sono tenute a cedere i tradizionali sacchettini di plastica, rigorosamente biodegradibili e compostabili come prevede la normativa italiana, a un prezzo simbolico deciso dagli stessi esercenti. L’acquisto dei sacchetti, però, non è obbligatorio e chiunque potrà utilizzare la propria borsa personale per portare via i farmaci acquistati. Contattata da Fanpage.it, Federfarma ha spiegato infatti che per le farmacie la normativa risulta meno stringente in quando già molto spesso i clienti non erano soliti utilizzare i sacchetti in dotazione essendo i farmaci venduti in confezioni rigide di piccole dimensioni.

La Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani ha emanato una circolare nella quale spiega ai farmacisti i nuovi obblighi di legge, che comportano in capo ai singoli esercenti l’obbligo di verificare la conformità delle nuove buste. “Con specifico riferimento alle farmacie, la tipologia di borse di plastica maggiormente utilizzata è quella per il trasporto di merci e prodotti acquistati, come medicinali, cosmetici, parafarmaco, ecc., fuori dal locale di vendita. In proposito la normativa prevede che le borse di plastica devono essere biodegradabili e compostabili – cioè di composizione tale da poter essere conferite nell’umido nella fase di raccolta dei rifiuti – e devono rispondere ai requisiti dello Standard Uni En 13432:2002. Il controllo del rispetto dei requisiti di biodegradabilità e compostabilità può avvenire con qualsiasi modalità, anche attraverso il rilascio da parte dei fornitori di una dichiarazione che ne attesti la rispondenza alle caratteristiche previste dalla legge”.

In sostanza, ai clienti che richiederanno volontariamente il sacchetto per riporre i propri acquisti, le buste non potranno essere ceduta a titolo gratuito come sempre avvenuto fino al 31 dicembre 2017, ma il costo applicato dovrà apparire sullo scontrino. Ogni bustina biodegradabile è munita di apposito codice a barre che andrà scansionato in fase di acquisto. Infine, per le farmacie “la vendita delle borse di plastica non rispondenti alle caratteristiche previste dalla normativa è punita con una sanzione amministrativa pecuniaria da 2.500 a 25 mila euro che potrà essere aumentata fino ad un massimo di 100 mila euro”.

Fonte: Fanpage

  • maria

    LA COSA INDEGNA E CHE CONAD, CAREFUR ECC. SALUMERIE, FRUTTIVENDOLI ECC. CONTINUANO A DARE SACCHETTI DI PLASTICA E NON I SACCHETTI. BIO DEGRADABILI E LI FANNO PAGARE, OLTRE DANNO ANCHE BEFFA, CONTINUANO A DARE SACCHETTI DI PLASTICA E NOI LI PAGHIAMO ALTRA FONTE DI CORRUZIONE E NOI PAGHIAMO RIBELLIAMOCI!!! MA COME? SE CHIAMI POLIZIA MUNNICIPALE, POLIZIA, BARABINIER , FINANZA NESSUNO INTERVIENE!!! RIFIUTIAMOCI DI PAGARE SE NN SONO SACCHETTI BIO. FORZA UNIAMOCI

  • nuvola nera

    ribellione ribellione……… fra poco dovremmo pagare anche l’aria che respiriamo ,questa e’ vera dittatura