Marijuana: il Canada la legalizza, ma il mercato nero non si ferma

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Il Canada legalizza la marijuana per contrastare il mercato nero. Peccato che sia «impossibile» – di Leone Grotti

Per analisti, produttori e investitori in marijuana canadese, la legalizzazione della cannabis non fermerà le vendite illegali e la diffusione tra i giovani: «Nessuno si illude che funzionerà».

Il Canada è a un passo dalla legalizzazione della marijuana per scopi ricreativi. La legge passata ieri in Senato con una buona maggioranza (ora manca solo l’approvazione della Camera, che dovrebbe arrivare entro l’estate) prevede la possibilità di comprare la droga in centri autorizzati dal governo e di coltivarla a casa, anche se molti dettagli saranno regolati dalle singole province.

Gli scopi dichiarati dall’esecutivo del premier Justin Trudeau sono due: fare una montagna di soldi tassando la cannabis e privare la criminalità organizzata dei proventi illeciti della vendita di droga.

Se il primo obiettivo dovrebbe essere garantito, il secondo è semplicemente «impossibile» a detta di esperti e analisti intervistati dall’agenzia Reuters.

5,7 MILIARDI DI DOLLARI. Secondo l’hedge fund GTV Capital, che investe quasi esclusivamente in marijuana canadese, e il gruppo di ricerca americano Marijuana Policy Group, la maggior parte dei canadesi che già acquistano illegalmente la marijuana continueranno a farlo al mercato nero anche dopo la legalizzazione.

I motivi principali sono due: il prezzo e la comodità. Il mercato della marijuana locale, secondo le stime di Statistics Canada, valeva 5,7 miliardi di dollari canadesi nel 2017.

Un quinto dei canadesi tra i 15 e i 64 anni ha consumato l’anno scorso la droga, spendendo in media 1.200 dollari canadesi a testa, 7,48 dollari a grammo.

Il 90 per cento di loro ha comprato la cannabis illegalmente. Secondo GTV Capital, quando sarà legale la marijuana in Canada costerà 8,33 dollari canadesi a grammo, ai quali vanno aggiunti almeno due dollari di tasse a grammo. La cannabis costerà dunque più di 10 dollari, contro i 7 di quella venduta illegalmente.

«NON IMPORTA A NESSUNO». Jake Rowinski, 20enne studente universitario di Toronto, compra abitualmente la marijuana presso il dispensario medico Trees Station, vicino al distretto finanziario della città.

Il giovane non ha una ricetta medica e anche se ce l’avesse non potrebbe comunque comprarla al bancone perché la marijuana per scopi terapeutici, legale in Canada dal 2001, può solo essere spedita a casa via posta.

«Qui non importa a nessuno», dichiara, spiegando che il dispensario vende la marijuana anche agli anziani senza alcun problema.

Rowinski non è l’unico ad agire così: secondo uno studio di Health Canada, che regola la sanità nel paese, nel 2017 solo il 29 per cento di quelli che hanno consumato cannabis per motivi medici avevano una ricetta, requisito obbligatorio per ottenerla. Tutti gli altri l’hanno comprata illegalmente senza grande difficoltà. Come Rowinski.

INVESTITORI SI LAMENTANO. La differenza di prezzo tra marijuana legale e illegale è tale che permetterà al mercato nero non solo di competere e prosperare, continuano gli analisti, ma anche di minare gli effetti “positivi” della legalizzazione attesi dal governo: creazione di posti di lavoro, ricavi dalle tasse e investimenti.

«Il Canada ha deciso di non fare pubblicità e non promuovere la vendita della marijuana» per non incoraggiare l’uso tra i giovani, si lamenta Steve Ottaway, che gestisce gli investimenti bancari per GMP Securities. «L’intento è lodevole, ma questo è un mercato per adulti» e senza pubblicità, i proventi saranno ridotti.

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«NESSUNO SI ILLUDE». Mark Ware, docente presso l’università McGill, vicepresidente della task force che ha studiato tutti gli aspetti della legalizzazione e responsabile dell’ufficio medico del produttore di cannabis Canopy Growth Crop, spiega che l’obiettivo del governo è agire con cautela per limitare la diffusione della droga tra i giovani, «ma non penso che qualcuno si illuda che ci riusciranno davvero».

Quindi, è il ragionamento fatto dagli investitori, tanto vale fare pubblicità perché l’uso di marijuana si diffonda il più possibile.

COME LA PIZZA. Un altro motivo per cui, secondo gli esperti, il mercato nero continuerà a proliferare in Canada nonostante la legalizzazione è la tipologia degli acquirenti.

In base a uno studio di GTV Capital, confermato da un rapporto del 2016 dell’Ufficio che sovrintende al budget parlamentare, i consumatori quotidiani di cannabis sono solo il 14 per cento del totale, ma acquistano i due terzi della marijuana venduta.

Queste persone «continueranno a recarsi al mercato nero, perché è il prezzo che fa la differenza. Per loro la droga è come la pizza». Fonte: Tempi