Il melograno, un frutto biblico per pulire le arterie naturalmente!

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Tutti i benefici del succo di melograno
Un nuovo studio pubblicato sulla rivista scientifica Atherosclerosis ha confermato che l’estratto di melograno è in grado di prevenire e curare alcune patologie cardiache che possono portare anche alla morte. Questo frutto è in grado di pulire le arterie in modo naturale, evitando che nelle arterie coronarie si accumulino grassi e che si sviluppi l’aterosclerosi, una forma di arteriosclerosi caratterizzata da infiammazione cronica.

Non solo per pulire le arterie: ecco tutti i benefici del melograno
I ricercatori hanno anche riscontrato che il melograno porta ulteriori benefici al nostro organismo. Vediamoli di seguito:1. Riduce i livelli di stress ossidativo 2. Contrasta la CCL2, una proteina associata all’infiammazione cronica delle arterie 3. Riduce l’accumulo di lipidi nei muscoli del cuore 4.

Riduce l’infiltrazione dei macrofagi nelle cellule dell’intestinoIl melograno è ricco di antiossidanti, vitamina C, vitamina K, vitamina B, vitamina A, potassio, proteine, carboidrati e grassi. E il suo delizioso succo può rappresentare un valido alleato nella lotta contro il cancro: una ricerca del 2010 ha rilevato che i componenti del succo di questo frutto possono essere un efficace preventivo per l’insorgenza di tumori.

Gli scienziati dell’Università della California che hanno realizzato lo studio hanno scoperto che i componenti presenti nel succo hanno la capacità di “indebolire l’attrazione delle cellule tumorali a un segnale chimico che favorisce la diffusione delle metastasi del cancro alla prostata fino all’osso“, spiega il quotidiano La Stampa. Oltre ad essere un cibo anticancro, il melograno svolge anche un’azione protettiva nei confronti dei danni da raggi UV, previene le malattie cardiovascolari e il succo del suo frutto è un anticoagulante. Inoltre aiuta a ridurre il colesterolo LDL e aumentare quello buono, e a combattere l’obesità. Fonte

II melograno è elencato nella Bibbia tra i sette prodotti agricoli della terra promessa. È infatti il quinto nominato dal Deuteronomio (8,8). Inoltre, il melograno è uno dei frutti portati dai dodici esploratori inviati da Mosè a esplorare la Terra di Canaan (cf Nm 13,23). Gli Ebrei quindi ne conoscevano e ne apprezzavano i frutti, anche sotto forma di succo, sin dai tempi remoti. Oltre a essere associato alla fertilità, il melograno è anche menzionato nella Scrittura come motivo ornamentale, come nel vestiario del sommo sacerdote (cf Es 28,33-34); ma la descrizione più affascinante è certamente quella delle due colonne del tempio di Salomone, citate in 1 Re 7,21, decorate proprio con questo motivo. Pendenti, bracieri e oggetti dedicati al culto, recentemente ritrovati in tutta l’area medio orientale, come la famosa melagrana d’avorio ritrovata a Gerusalemme, attestano la veridicità del racconto biblico e rilevano come questo ornamento, fosse un importante simbolo della vita spirituale dell’antico Israele. Melograni appaiono anche in alcune monete del regno seleucida del II secolo a.C. come anche in alcuni còni giudaici del periodo degli Asmonei (104 a.C.)
Ma il melograno, è anche metafora della fertilità nel Cantico dei cantici. Infatti, tra i numerosi simboli che l’autore del Cantico applica all’amata appare anche il melograno. Il melograno ha una così forte valenza simbolica che l’amato è comparato ad un giardino di melograni (4,13) e le sue guance sono come uno spicchio di melagrana (4,3; 6,7). Il giardino, metafora dell’agognato amore, è un fiorire di melograni. L’amato vuole sincerarsi che l’amata sia pronta per ricevere il suo amore. Mosso da questa curiosità passionale scende a controllare: «nel giardino sono sceso… per vedere se la vite metteva i germogli e se erano fioriti i melograni» (Ct 6,11). Egli, a questo punto, vorrebbe condurre l’amata nella casa di sua madre (metafora di uno sposalizio) per gustare insieme il nettare del melograno già maturo! (cf Ct 8,2). Al capitolo quarto del Cantico dei cantici lo sposo, in un canto appassionato, descrive il corpo del l’amata nei minimi dettagli e lo fa in sette versetti, proprio come i sette frutti tipici della terra d’Israele (cf Dt 8,8). Per l’uomo biblico la bellezza è salute e, per associazione, è fertilità.