Torino, il parroco che riconosce gli ovuli di cocaina

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“Spaccio senza freni, chiudo la chiesa”. La protesta di un parroco torinese

  • di Gelsomino Del Guercio

Padre Alessandro Babuin è il parroco della chiesa Maria Regina della Pace nel quartiere Barriera di Milano, una delle più importanti piazze di spaccio di Torino

Qualche giorno fa ha aiutato la polizia a recuperare una decina di ovuli di cocaina che uno spacciatore senegalese di 30 anni aveva buttato oltre la recinzione della chiesa Maria Regina della Pace.

Siamo nel quartiere Barriera di Milano, periferia di Torino, storicamente noto per lo spaccio di droga e la scarsa sicurezza. E’ qui che il parroco della chiesa in via Malone 19, padre Michele Babuin, è arrivato ad una scelta radicale e senza appello: la chiusura della chiesa prima che faccia buio per tutti i mesi invernali.

«Quando fa buio non è più sicuro, e la chiesa è grande, non posso mettere qualcuno che sorvegli. Anche i miei parrocchiani non escono dopo una certa ora», spiega padre Babuin a La Repubblica (1 febbraio), che racconta questa amara vicenda.

Le richieste del parroco al sindaco

«Ho trovato le palline bianche per terra – evidenza il sacerdote – Era già successo l’anno scorso, ma quella volta erano involucri colorati, mio malgrado sto imparando a riconoscerle».

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A settembre ne ha parlato anche con la sindaca Chiara Appendino durante un incontro con i responsabili degli oratori. «Le ho chiesto di garantire una maggiore sicurezza per i fedeli e per i ragazzi dell’oratorio, anche se so che polizia e carabinieri fanno già molto. Lei mi ha risposto che ci avrebbe pensato».

Chiusura alle 13

Da allora è cambiato poco o nulla. E così almeno fino a fine febbraio, il portone della chiesa è chiuso dalle 13, «ma apriamo la cappella che è più piccola e sempre illuminata. Mi hanno criticato per questa scelta ma non lo faccio per tenere fuori i fedeli. Faccio in modo che possano pregare in sicurezza».

Un tempo danza e musica

Un tempo nei locali dell’oratorio di Malone c’erano molte più attività, «Ma i genitori non ci mandano più i loro figli – dice don Babuin tra l’arrabbiato e l’amareggiato – Avevamo danza e musica. Abbiamo provato anche con il teatro ma è davvero difficile. Nessuno si fida a lasciarli passeggiare da soli per la strada fino alla parrocchia, soprattutto dopo una certa ora».

I furti

Non c’è solo lo spaccio. Anche la chiesa è stata vittima dei ladri in passato: «Hanno sradicato la cassetta delle offerte più di una volta. E rubano persino i lumini. Chissà cosa se ne fanno di borse piene di lumini, eppure li portano via tutti insieme».

Gli anziani evitano la Messa

Don Babuin ascolta i racconti dei suoi parrocchiani che filano a casa subito dopo la Messa delle 18: «Ormai ho smesso di organizzare incontri dopo cena perché so che non verrebbe nessuno – dice – Spacciano anche qui, vicino alla chiesa, magari non davanti al portone ma comunque vicino». Resistono solo i corsi prematrimoniali: «I ragazzi giovani si fanno meno problemi ma una gran parte dei miei parrocchiani ha una certa età».

Fonte: Aleteia