Il voto in Italia va come la ruota della fortuna, ndo-cojo-cojo

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Mistero italiano

  • di Marcello Veneziani

Ma alla fine della giostra come cambiano le opinioni e le intenzioni di voto in Italia? Cosa decide gli spostamenti d’opinione, i flussi e riflussi elettorali, i vasi e i travasi? Perché si passa da un momento all’altro da vincenti a perdenti, dal paradiso all’inferno e viceversa, senza una spiegazione ragionevole o una relazione di causa ed effetto?

Fermiamoci a osservare la legislatura che sta finendo.

Non c’era una ragione comprensibile o sacrosanta che imponesse a un certo punto l’ascesa veloce e irresistibile di Renzi dal nulla: boy scout, sindaco, leader, premier, imperatore. Non c’erano meriti speciali, legittimazioni conquistate sul campo, eccezionali curricula, risultati straordinari nelle tappe precedenti.

No, ci fu un friccichio, ci fu una Chiacchiera – e lui chiacchierava più di tutti, meglio di tutti – ci fu un clima che diventò passaparola. Renzi ottenne come mai era accaduto poteri speciali, licenziò ogni lottizzazione, prese tutto lui. Senza un vero perché.

Poi, senza un vero perché cominciò rapidamente la sua caduta libera.

Esagerato il successo, esagerata la caduta. Non aveva fatto così bene da meritarsi il ruolo di Miracolo Vivente; non aveva fatto così male da diventare Vituperio della Genti. La sua riforma costituzionale non salvava né deturpava il sistema più di come è oggi.

Matteo La Fuffa portò la sinistra a un livello di consenso mai avuto ma ebbe al suo interno una concentrazione di odio mai registrata. Renzi diventò insopportabile a tutti: la Chiacchiera, che era stata il requisito della sua simpatia, diventò la stessa ragione della sua antipatia.

E oggi il suo Pd, erede del Pci, esce per la prima volta nella storia dall’antagonismo bipolare col centro-destra e scivola in terza posizione, ai margini. Mai vista una sinistra così mal ridotta in Italia.

Ma il mistero dell’inspiegabile fortuna e poi dell’inspiegabile disgrazia di Renzi coincide con altri misteri fumosi.

Perché un partito fondato da un cabarettista, che seleziona la sua classe dirigente con un sistema grottesco, meno valido del sorteggio o di un gratta e vinci, lontano mille miglia non dico dalle primarie ma dalle selezioni per i concorrenti dei pacchi, un partito fondato tutto sul no, fanno tutti schifo, tutti a casa, vaffa, un po’ vaccino e un po’ no, un po’ euro e un po’ no, un po’ migranti e un po’ patrioti, come gira e come suona meglio al momento, oggi è il partito di maggioranza in pectore e il suo liderino, che è uno dei massimi inesperti di ogni settore, gira l’Italia col suo completino da statista e spara propositi ogni giorno mutanti? Chi affiderebbe al primo passante i suoi risparmi e la sua salute? Mistero. Eppure ha tanti proseliti il voto del “famolo strano”.

Ma i misteri non finiscono qui.

Perché un vecchio signore dato per morto da svariati anni, ridicolizzato e criminalizzato a giorni alterni, per decenni visto come un satiro mafioso, poi insopportabile ai più, reso grottesco dalla plastificazione e dal lifting, diventa oggi il leader della coalizione più forte nel paese, quella del centro-destra, e il personaggio più credibile per i media?

Non si reggeva più e d’un tratto diventa rassicurante come il personaggio di un serial che conosciamo da anni. Cosa ha fatto nel frattempo per riconquistare l’Italia, per meritarsi la fiducia dei poteri e degli alleati con cui aveva rotto? Anche questo è un mistero.

L’Italia cambia opinione ogni stagione, vedremo come sarà la collezione primavera. L’italiano è mobile qual piuma al vento. E dire che da noi il voto era statico, c’era il voto ereditario e d’appartenenza; ora siamo al voto volatile, il voto-farfalla.

Il voto in Italia va come la ruota della fortuna, ndo-cojo-cojo; un imprevisto meteorologico, una chiacchiera virale, una formula magica. Salvo poi attribuire la causa di ogni cosa ai poteri forti, ai complotti internazionali, agli orchi e i barbablù.

La democrazia in Italia è psicolabile; un irrazionale girello determinato da onde elettromagnetiche, fattori gastrici o mistici di cui ignoriamo la provenienza, in cui meriti/demeriti, capacità/incapacità, storia e responsabilità non contano un tubo. Si cambia giudizio e pregiudizio con una rapidità immotivata che nessuno riesce a spiegare, neanche gli esorcisti. Come va, dove va l’Italia? Ho una sola risposta plausibile e mi scuso in anticipo per la trivialità: va a cazzo.

MV, Il Tempo 21 gennaio 2018

Fonte: Marcello Veneziani