Ilary Blasi: “Gli uomini guardano Francesco, non me. Una tristezza…”

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Ilary Blasi racconta il Totti dopo il calcio giocato e il loro menage. ‘Prima dell’ultima gara era nevrastenico, così siamo usciti in motorino’

Ilary Blasi e il dopo-calcio di suo marito Francesco Totti: ancora oggi l’ex capitano della Roma è un’icona e <quando usciamo insieme – dichiara la show girl al Fatto quotidiano – gli uomini guardano lui, non me. Una tristezza>. Ma <laa nostra vita è abbastanza normale, devo tenere qualche accorgimento, ma nulla di più.

Certo cambia se esco con Francesco o no: se c’ è lui si fermano le folle, è lui il catalizzatore, altrimenti il ristorante o il cinema non li vieta nessuno>, aggiunge la conduttrice de Le Iene, prima di rispondere alla domanda su come  ha passato la sera prima dell’ ultima partita di suo marito. <E chi se lo dimentica. Era impossibile restare in casa, lui nevrastenico, tra il cupo e il molto cupo, così siamo usciti in motorino, caschi ben allacciati, e abbiamo raggiunto gli amici per bere un caffé insieme>.

Totti ancora un idolo, si dicecva, ma adesso della coppia forse è lei quella più in primo piano. <Ma tra di noi – replica la bella Ilary –  alcuna gara, non c’ è mai stato l’atteggiamento del vediamo “chi supera chi”, altrimenti non saremmo ancora qui e insieme. Da sempre le nostre carriere viaggiano su binari differenti, che a volte noi siamo stati bravi a rendere paralleli>.

Un assaggio di calcio non solo giocato e quella famosa frase sull’ex tecnico della Roma e di suo marito: “La frase su Spalletti piccolo uomo? Non mi pen¬to. Per fortuna sono sempre lucida quando parlo, e con¬sapevole di quello che dico. Prima penso… Magari una gaffe, capita ai politici? Ecco, capita a loro, non a me”.

Per tornare alle vicende familiari, Ilary fa capire chiaramente che Christian, Chanel e Isabel non avranno un quarto fratellino, o sorellina: “Tre non sono mica pochi , poi vanno cresciuti e a noi non piace delegare; possiamo cedere quando siamo costretti dalla situazione, altrimenti non si discute, a ciascuno il suo del portare il giusto contributo alla famiglia. E questo discorso valeva anche prima del suo addio al calcio”.

Fonte: IL GIORNALE D’ITALIA