Io non posso entrare: ristorante vieta l’ingresso ai bambini

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E’ successo ancora in Germania. Il proprietario del ristorante All’Oma’s Küche di Binz, dopo le 17 vieta l’ingresso ai bambini sotto i 14 anni.

Dopo numerose lamentele il proprietario ha preso questa decisione, incolpando i genitori di crescere figli che non rispettano il prossimo:

“Non c’è niente di discriminatorio. È un ristorante, non un parco giochi” rincara la dose il proprietario.

Dopo che un bambino ha rovinato una cornice antica del locale non ha avuto più dubbi e ha preso l’estrema decisione di diventare un ristorante “childfree”.

Questa scelta ha avuto un grande successo tra i clienti del locale ed è stata supportata anche sui social. Non proprio da tutti però.

La moda di hotels e ristoranti vietati ai bambini under 14 (chialdfree) è nata in America, ma sta prendendo sempre più piede qui in Europa.

Un diritto sacrosanto, ma come è sacrosanto il diritto di un genitore di portare il proprio figlio a cena fuori.

Molti rivendicano il loro diritto di passare una serata serena e tranquilla, una serata all’insegna della quiete e della pace.

Schiamazzi, capricci, pianti e urla di bambini che a volte corrono addirittura in mezzo ai tavoli, rovinano le loro serate.

A volte si incentra il problema sui bambini, ma i maleducati non hanno età e molto spesso gli adulti sono i primi a dare il cattivo esempio (e non sempre sono i genitori).

E’ semplice incolpare il genitore per l’atteggiamento del figlio, ma dobbiamo tenere in considerazione che non tutti i bambini sono uguali.

Esistono bambini tranquilli, altri più energici, altri curiosi, alcuni un po’ chiassosi, ma questo non preclude che siano o no bambini educati.

Spesso capita di vedere adulti che non ringraziano i camerieri oppure li attaccano esageratamente al primo errore.

Ristorante chiadfree: un passo indietro di civiltà

Questo divieto che vediamo esposto fuori dalle porte del ristorante è un chiaro messaggio che le famiglie non sono gradite.

Non sono piccoli passi verso la libertà, ma sono passi indietro di civiltà, una vera lotta contro il concetto di famiglia.

Io fossi un gestore di ristorante ci penserei due volte prima di appendere quel cartello così incivile.

Se il problema è l’educazione questo è il messaggio giusto: “Vietato l’ingresso ai maleducati di qualsiasi età”