Iran: giallo sulla sorte di Ahmadinejad. E accuse agli USA che avrebbero organizzato la rivolta

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  • di Francesco Volpi

Mancano conferme. L’ex leader sarebbe accusato di aver ispirato le recenti proteste

Giallo in Iran sulla sorte di Mahmoud Ahmadinejad. L’ex presidente, secondo quanto riportato dal quotidiano Al-Quds Al-Arabi, sarebbe stato fermato e posto agli arresti domiciliari con l’accusa di aver ispirato le manifestazioni che dallo scorso 28 dicembre stanno sconvolgendo la Repubblica Islamica. La notizia, tuttavia, non ha trovato conferme.

Sotto accusa

Sul fatto che ci fosse proprio lui dietro alle prime proteste, scoppiate nella seconda città dell’Iran, Mashhad, erano circolate voci fin dall’inizio. Ma non avevano trovato nessuna conferma e di Ahmadinejad si sapeva ufficialmente solo che aveva intenzione di ricandidarsi alla presidenza nel 2020. Si diceva con una certa ufficialità anche che l’ex presidente contava sull’appoggio della Guida suprema, ayatollah Alì Khamenei, che si era schierato al suo fianco già nel 2009, quando la sua rielezione aveva portato a contestazioni di massa dei riformisti e a una durissima e sanguinosa repressione. A quanto pare invece, Khamenei nell scorse ore l’avrebbe decisamente scaricato avallando anche il suo arresto, avvenuto probabilmente nella città di Shiraz.

L’intervista

A determinare questo deciso cambio di rotta della Guida suprema, secondo il giornale, sarebbero state le dichiarazioni fatte durante una visita a Bushehr, città situata nell’Iran occidentale. “Alcuni tra gli attuali leader – aveva detto Ahmadinejad – vivono separati dai problemi e dalle preoccupazioni della gente e non sanno nulla della realtà sociale” dell’Iran. Fomentatori di disordini interni quindi ma – stando all’odierna riunione straordinaria del Parlamento iraniano – anche ingerenze straniere.

Riunione straordinaria

La sessione del Majles (altrimenti detta Assemblea consultiva islamica o Parlamento, organo legislativo con 290 seggi) si è svolta a porte chiuse ma qualcosa è comunque trapelato. Responsabili della sicurezza hanno aggiornato i parlamentari sulle proteste (confermati i 23 morti) e sulle condizioni di detenzione delle centinaia di persone arrestate nei giorni scorsi. Secondo l’agenzia Irna, molte dovrebbero essere rilasciate ma contro i facinorosi sarà usato il pugno duro. L’Irna ha anche riferito che durante la seduta straordinaria “è stato messo in risalto che elementi stranieri, e in particolare gli Stati Uniti, hanno avuto un ruolo fondamentale nell’organizzare, fomentare e manipolare la recente sollevazione“, ha detto Jalal Mirzarei, uno dei parlamentari.

Fonte: interris