La marijuana? “Strega” il cervello dei giovani

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Il dibattito dura da anni ed in Italia non sono in pochi a volere una legge sulla liberalizzazione delle droghe “leggere”. Intendiamoci, non stiamo parlando di persone che vorrebbero farne uso per scopi teraupetici ma di chi vuole sentirsi “libero” di farsi una canna, magari 2 …o forse 3.

Certo, i numeri contano, così come le quantità o il prodotto, ma andiamo oltre perchè potremmo discutere per ore senza trovare un punto d’incontro. Questione morale, giuridica, etica…meglio che sia la scienza a dare risposte!

Ebbene, secondo un gruppo di ricerca degli Stati Uniti coordinato dalla Brigham Young University, e i cui risultati sono stati pubblicati sul Journal of Neuroscience, non vi è alcun dubbio: la marijuana altera il cervello immaturo sabotando i ‘freni’ del circuito nervoso della gratificazione. In poche parole: “strega” il cervello dei giovani.

La scoperta è recentissima. I ricercatori, guidati dal neuroscienziato Jeffrey Edwards, esaminando una regione in via di sviluppo nei topi giovani, hanno valutato gli effetti scatenati dal principio attivo della marijuana, il tetraidrocannabinolo (Thc), dimostrando che il suo uso quotidiano per una settimana incrementa i livelli di dopamina, aumentando il senso di piacere che può portare ad uno stato di dipendenza.

Vogliamo davvero provare del piacere rischiando la dipendenza? Siamo davvero sicuri che il voler rendere gli adolescenti “assenti” non sia un ottimo metodo per chi auspica una società di rincitrulliti?
Meglio svegli, datemi retta.