La nostra Italia: Firenze – VIDEO

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Panoramic view from Piazzale Michelangelo in Florence - Italy

La piana fiorentina e le colline circostanti sono state abitate fin dalla Preistoria, come testimoniano i ritrovamenti archeologici nell’area. Il primo insediamento stabile fu un villaggio su palafitte, realizzato attorno all’XI secolo a.C. da popolazioni di civiltà villanoviana, nei pressi di un guado sul Fiume Arno, al centro di una fertile pianura. Attorno al 150 a.C., gli Etruschi della vicina Visul (l’odierna Fiesole), situata in alto sulla collina, vi fondarono una “città satellite” nei pressi dell’Arno, per sfruttare la presenza della via d’acqua, e vi edificarono un primo ponte in legno. Già in epoca etrusca, la città fu chiamata con l’appellativo Florentia, in latino, lingua che andava affermandosi nella vallata transitata da numerosi viandanti.

Pare che il nome derivi proprio dalla pianura “fertile” (in latino florentes) in cui si trovava il nucleo abitato, e non dal fiore simbolo della città, in quanto il Giglio fu adottato come emblema solo alcuni secoli più tardi. Ha poco credito l’ipotesi che il nome derivi dal Re Fiorino, leggendario primo regnante etrusco della città. Altra ipotesi è quella diBirenz, che in etrusco significa “tra le acque”, trovandosi alla confluenza dell’Arno con i Torrenti Mugnone ed Affrico. Questa parola, sarebbe stata poi latinizzata dai romani.

A seguito delle guerre tra Silla e Mario, l’etrusca Visul divenne romana, assumendo il nome latino di Fæsule e, nel 59 a.C., grazie alla Legge Giulia, anche Florentia diviene un castrum per veterani romani, circondato da mura, con la tipica pianta rettangolare, e dotata di piazza centrale (foro) ove incrociavano le vie principali (cardo e decumanus). Sede di una diocesi già a partire dal IV secolo, la città fu definita Municipium splendidissimum e, fin dai tempi dell’imperatore Adriano, fu collegata a Roma dalla via Cassia. Sotto Diocleziano fu innalzata a Corrector Italiae (capitale dell’Etruria e dell’Umbria) per poi passare attraverso periodi di dominazione bizantinaostrogotalongobarda e franca, durante i quali la popolazione scese talvolta a poche migliaia di persone.

A partire dal X secolo la città si sviluppò e dal 1115 si rese Comune autonomo. Nel XIII secolo fu divisa dalla lotta intestina tra i Ghibellini, sostenitori dell’imperatore del Sacro Romano Impero, e i Guelfi, a favore del Papato romano. Dopo alterne vicende, i Guelfi vinsero (la cosiddetta “battaglia di Colle“, 17 giugno 1269), ma presto si divisero internamente in “Bianchi e Neri” (Dante Alighieri stesso fu schierato nella fazione dei Bianchi) .

La conflittualità politica interna non impedì alla città di svilupparsi fino a diventare una delle più potenti, prospere in Europa, assistita dalla sua propria valuta in oro, il fiorino(introdotto nel 1252), dalla decadenza della sua rivale Pisa (sconfitta da Genova nel 1284 e comprata da Firenze nel 1406), e dalla sua potenza mercantile risultante da una costituzione anti-aristocratica, i cosiddetti “Ordinamenti di giustizia” di Giano della Bella (1293). L’espansione territoriale riguardò anche la Romagna e giunse, agli inizi del XV secolo, alle porte di Forlì, allora sotto il dominio degli Ordelaffi, con l’acquisto fiorentino di Castrocaro(1403). Nasce così la cosiddetta Romagna toscana.

A fronte di una popolazione stimata di 80 000 persone prima della peste nera del 1348 (immediatamente dopo Venezia, e subito prima di Milano e Bologna, era la maggiore città italiana dell’epoca per popolazione), 25 000 persone lavoravano nell’industria della lana. Nel 1345 Firenze fu teatro di uno sciopero da parte dei Ciompi, che nel 1378 organizzarono una breve rivolta contro il dominio oligarchico della città. Dopo la repressione, la città cadde sotto il dominio della famiglia Albizi(13821434), acerrimi nemici ma anche precursori dei Medici.

Fu sotto il dominio, anzi la Signoria, di quest’ultima famiglia che Firenze conobbe la sua era probabilmente più fausta. A partire dal 1437 e per diversi secoli, i Medici per dar lustro alla casata, ma anche per un senso di offerta e amore verso la propria città e i cittadini, radunarono a corte i migliori artisti, letterati, umanisti e filosofi del tempo: tra gli altri, Michelangelo BuonarrotiPico della MirandolaVerrocchioMichelozzoAngelo PolizianoAntonio PollaioloSandro BotticelliGalileo GalileiFilippo Brunelleschi e Leonardo da Vinci.

Firenze è conosciuta come la culla del Rinascimento: la città è ovunque caratterizzata da quello straordinario sviluppo letterario, artistico e scientifico che ebbe luogo nel XIVXVI secolo. Firenze, con i propri artisti, pensatori, letterati, scienziati di fama mondiale (basti pensare a Leonardo da Vinci che qui creò i suoi capolavori come per esempio la GiocondaMichelangeloRaffaelloSandro BotticelliNiccolò MachiavelliFilippo BrunelleschiGalileo tra i tanti) beneficiò sotto tutti gli aspetti, materialmente e spiritualmente, di questo grande cambiamento sociale e divenne uno dei luoghi catalizzatori di quella corrente di pensiero, costituendo uno dei più importanti centri di rinascita della cultura mondiale.

Il primo periodo del dominio dei Medici terminò con il ritorno di un governo repubblicano, influenzato dagli insegnamenti del radicale priore Domenicano Girolamo Savonarola (che fu giustiziato nel 1498 e che prima di morire lasciò un trattato sul governo di Firenze), nelle cui parole si ritrovano spesso argomenti che saranno oggetto di controversie religiose dei secoli seguenti. Gli accadimenti di quegli anni portarono ad una modifica del secolare ordinamento basato su governi consolari e potestarili. Un altro personaggio importante fu Niccolò Machiavelli, le cui indicazioni per il governo di Firenze da parte di una figura forte sono spesso lette come una legittimazione delle tortuosità e anche degli abusi dei politici. Il 16 maggio 1527 i fiorentini estromisero nuovamente i Medici – riportati al potere dagli spagnoli nel 1512– e ristabilirono una repubblica.

Rimessi al loro posto per la seconda volta nel 1530, con il sostegno sia dell’Imperatore sia del Papa, i Medici diventarono nel 1532 duchi ereditari di Firenze. Nel 1555 con un esercito formato con gli alleati spagnoli e tedeschi, i Medici sconfissero Siena nella Battaglia di Scannagallo, per poi ottenere per decreto del Trattato di Cateau-Cambrésis tutto il territorio della Repubblica di Siena eccetto la costa maremmana, che andò a formare lo Stato dei Presidi sotto il controllo spagnolo tramite il Vicerè di Napoli. Cosimo ebbe il governo di due Stati: lo Stato “Vecchio” di Firenze e lo Stato Nuovo di Siena, entrambi Ducati autonomi separati nelle strutture politiche ed istituzionali, ma riuniti nell’unica persona del Sovrano. Questa situazione ambigua venne risolta il 27 agosto 1569, quando Cosimo ottenne da Papa Pio V il titolo di Granduca di Toscana, che andò ad indicare il potere sia sul Ducato di Siena che su quello di Firenze.

Rimessi al loro posto per la seconda volta nel 1530, con il sostegno sia dell’Imperatore sia del Papa, i Medici diventarono nel 1532 duchi ereditari di Firenze. Nel 1555 con un esercito formato con gli alleati spagnoli e tedeschi, i Medici sconfissero Siena nella Battaglia di Scannagallo, per poi ottenere per decreto del Trattato di Cateau-Cambrésis tutto il territorio della Repubblica di Siena eccetto la costa maremmana, che andò a formare lo Stato dei Presidi sotto il controllo spagnolo tramite il Vicerè di Napoli. Cosimo ebbe il governo di due Stati: lo Stato “Vecchio” di Firenze e lo Stato Nuovo di Siena, entrambi Ducati autonomi separati nelle strutture politiche ed istituzionali, ma riuniti nell’unica persona del Sovrano. Questa situazione ambigua venne risolta il 27 agosto 1569, quando Cosimo ottenne da Papa Pio V il titolo di Granduca di Toscana, che andò ad indicare il potere sia sul Ducato di Siena che su quello di Firenze.

Firenze nel corso dei secoli arrivò a regnare su tutta la Toscana, ad eccezione della Repubblica di Lucca, che rimase indipendente e sovrana fino al diciottesimo secolo (con l’arrivo in Italia di Napoleone Bonaparte, il quale vi trascorse 7 anni della sua vita), e del Ducato di Massa e Principato di Carrara, indipendente fino al 1829, quando fu assorbito dal Ducato di Modena.

L’estinzione della dinastia dei Medici e l’ascensione nel 1737 di Francesco Stefanoduca di Lorena e marito di Maria Teresa d’Austria, portò all’inclusione della Toscana nei territori della sfera d’influenza asburgica.

Il granduca Pietro Leopoldo il 30 novembre del 1786, promulgò il nuovo codice criminale, grazie al quale, per la prima volta nella storia degli stati moderni, furono abolite la pena di morte e la tortura.

Il regno della dinastia austriaca finì prima nelle mani della Francia e poi fu annesso al Regno di Sardegna nel 1859 tramite plebiscito poco prima di diventare Regno d’Italia nel 1861.

Firenze prese il posto di Torino come capitale d’Italia nel 1865, su richiesta di Napoleone III in base alla Convenzione di settembre, finché l’ambìto ruolo non fu trasferito a Roma nel 1871, dopo che la città papalina fu annessa al regno.

Il 18 maggio 1895 si verificò il più forte terremoto finora registrato in città, con gravi danni anche ad edifici monumentali.

Nel corso del XIX secolo la popolazione di Firenze raddoppiò, per poi triplicare durante il XX secolo con la crescita del turismo, del commercio, dei servizi finanziari e dell’industria.

Durante la seconda guerra mondiale la città fu occupata per un anno dai tedeschi (1943-1944).

Alla fine di luglio e all’inizio di agosto 1944, le truppe dell’esercito neozelandese (2nd New Zealand Division) che liberavano la Toscana hanno colpito le colline Pian dei Cerri che si affacciano sulla città. Dopo molti giorni di combattimento vigoroso dei tedeschi, i neozelandesi hanno costretto il nemico a ritirarsi.

La città fu liberata dall’esercito neozelandese (2nd New Zealand Division) il 4 agosto 1944 e dalla lotta delle brigate partigianedel Comitato Toscano di Liberazione Nazionale il giorno 11 agosto 1944, dopo aver subito ingenti danni, come l’abbattimento di ponti e case, da parte delle mine dei tedeschi in fuga. Firenze è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stata insignita della Medaglia d’Oro al Valor Militare per i sacrifici della sua popolazione e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.

Il 4 novembre 1966 è ricordato dai fiorentini come il giorno dell’alluvione di Firenze. Gran parte del centro fu invaso dall’acqua del fiume Arno. La furia delle acque portò una grande devastazione e alcune decine di morti, invase le chiese, i palazzi e i musei distruggendo archivi ed opere d’arte, allagò i depositi della Biblioteca Nazionale Centrale danneggiando molti preziosi volumi. Mischiata alla nafta, per via della rottura delle cisterne di combustibile, l’acqua del fiume s’inerpicò velocemente nei vicoli del centro storico e nei fondi commerciali. Il prezioso Crocifisso di Santa Croce di Cimabue venne deturpato dalla fanghiglia, divenendo presto un simbolo della devastazione. Questo immenso dramma venne vissuto dal mondo con una partecipazione unica, dando ben presto l’avvio ad una incredibile gara di solidarietà che vide la nascita dei famosi angeli del fango, giovani provenienti da ogni dove che si adoperarono nella difficile opera del recupero dei tesori artistici danneggiati.

fonte: wikipedia