La prigione di Paola, segregata in casa a 17 anni e trovata morta (a 31) tra escrementi e immondizia

0
  • di Angela Marino

Chiunque abbia provato a contattare Paola Manchisi negli ultimi 14 anni è stato respinto dai suoi genitori. “Paola sta bene, non vuole vedere nessuno”. Poi il giorno dell’epifania del 2018, la ragazza viene trovata cadavere in casa dei suoi. Denutrita e coperta di larve per l’ambiente malsano, tra escrementi e immondizia è morta senza poter ricevere aiuto. I genitori sono ora indagati per la sua morte.

Degrado familiare, abbandono, crudeltà. È l’atroce storia di Paola Manchisi, 31 anni compiuti tra le pareti di una casa la cui porta, per lei non si apriva da 14 anni. Paola pesava meno trenta chili quando è stata trovata cadavere, coperta di larve, tra escrementi, insetti e sporcizia, a pochi mesi dall’ennesima ispezione dei servizi sociali nell’appartamento di Polignano a Mare (Bari). Morta di stenti, di inedia, come si diceva un tempo, reclusa in casa sua. Da un primo esame è stata riscontrata una grave flebite a una gamba e larve sul corpo dovute alle precarie condizioni igieniche. In queste condizioni anche una piccola infezione sarebbe stata letale.

La sua storia di segregazione, conclusasi con l’accusa di ‘abbandono di incapace aggravato dalla morte’ per i genitori, inizia a 17 anni, quando Paola decide di ritirarsi inaspettatamente dalla scuola. La decisione, presa quando frequentava l’ultimo anno del liceo, lasciò perplessi i suoi compagni di scuola, che cominciarono a cercarla. È un’amica a insistere, continuando a cercare Paola a casa e al telefono, ma ogni volta si sente dire dai genitori che Paola non c’è. È lei che si fa negare o sono i suoi familiari che la tengono lontana dagli amici?

Nel dubbio passano 14 anni durante i quali nessuno dei vicini vede Paola uscire di casa e la sua amica contatta la trasmissione Chi l’ha visto?. L’inviato Francesco Paolo del Re arriva fino a Polignano, a pochi passi dalla casa dei Manchisi dove incontra Saverio e sua moglie che rincasano. “Paola sta bene – ribatte seccata la madre – ci sono altri problemi” aggiunge indicando il marito.”Possiamo vederla?” chiede il giornalista, ma anche per lui la risposta è no.

Perché nessuno deve vedere Paola? Lo sanno gli assistenti sociali che hanno constatato le condizioni di degrado in cui è costretta a vivere, tra sporcizia e animali, ridotta all’ombra di se stessa. Eppure nessuno interviene finché, pochi mesi dopo, lo scorso 6 gennaio, Paola viene trovata morta. Le reazioni a Polignano sono quasi tutte di unanime condanna alla famiglia, mentre dagli Studi di Chi l’ha visto? che aveva portato allo scoperto il caso, Federica Sciarelli si chiede se veramente era impossibile salvare quella ragazza.

“Avremmo dovuto sfondarla, forse, quella porta” commenta amara Federica Sciarelli. Eppure qualcuno poteva intervenire prima. Si tratta di chi viveva a pochi passi da quella famiglia sentendo le grida e i fetidi odori che salivano da quell’appartamento dove Paola si incancreniva, non ancora morta e non più viva. O di chi, pur non vicino, era a conoscenza del dramma di quella famiglia. Qualcuno avrebbe potuto, avendone il diritto, denunciare quella situazione di degrado doloso, giustificando un intervento delle forze dell’ordine. In tutti questi anni non è mai accaduto.

Fonte: Fanpage