La scienza non è democratica? La risposta del medico Tomassone

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LA SCIENZA È DEMOCRATICA?

  • del Dott. Diego Tomassone M.D.

Richard Feynman (1918-1988), fisico teorico Premio Nobel nel 1965 per l’elaborazione della teoria dell’elettrodinamica quantistica, scienziato e ricercatore di fama mondiale e forse uno dei più grandi divulgatori scientifici mai esistiti, una volta disse che “Scienza è credere nell’ignoranza degli esperti” (The Pleasure of Finding Things Out : The Best Short Works of Richard Feynman, 1999).

Oggi la scienza non può prescindere dalla divulgazione, e uno scienziato tanto più è grande tanto più è capace di spiegare, in termini semplici seppur con semantica e dialettica adeguate, anche le teorie o i concetti più complicati e complessi.

Uno scienziato del calibro di Feynman non si sarebbe mai permesso di dire che la scienza non è democratica, in primo luogo perché era un fisico, e come ho potuto constatare io stesso alla facoltà di fisica che frequento per conseguire la seconda laurea, i fisici sono estremamente umili, aperti alla creazione di uno spazio dialogico sia per divulgare ed entusiasmare la platea (che sia di studenti o di “laici” completamente digiuni), sia quando si tratta di rivedere le teorie fino ad oggi elaborate, quando un nuovo esperimento dovesse smentirle.

La “logica del dissenso” è la base, con “l’incertezza”, della fisica.

Sempre lo stesso prof. Feynman, in una conferenza tenuta presso l’Università di Washington nel 1963 (due anni prima di conseguire il premio Nobel), dichiara che “il dubbio e l’incertezza sono il motore dei saperi scientifici”.

Chi non ha un background scientifico alle spalle può ignorare che una misura fisica, senza incertezza (e senza unità di misura), sia priva di significato, “l’errore” di misura deve sempre essere dichiarato altrimenti la misura non è valida.

Questa “tolleranza” è la stessa che consente di viaggiare fino a 55 km/h quando il limite di velocità è posto a 50 km/h, perché la sensibilità dell’autovelox (strumento che rileva la velocità di corpi in movimento sfruttando l’effetto Doppler), qundi “l’errore” che lo strumento può commettere, è dell’ordine dei 5 km/h.

Quindi, a parer mio, in medicina se si parla di un farmaco, non citare o non avere ben chiari gli effetti collaterali e gli effetti avversi, rende nullo l’uso di quel farmaco, perché si ignora l’incertezza, l’errore che per definizione esiste, si danno informazioni false e tendenziose (magari anche infrangendo l’art. 55 del Codice di deontologia medica), e si fa credere certo qualcosa che non può essere certo per caratteristica intrinseca al concetto di scienza.

La scienza è quindi per sua natura democratica, dissenziente e dialogica, non arrogante ma anzi di una estrema umiltà, così umile da non poter prescindere dall’esplicitare sempre la propria incertezza.

“L’uomo superiore è sicuro di sé senza essere arrogante; l’uomo dappoco è arrogante ma insicuro”. [Confucio]

  • Illegal_Fharyuk

    ma la scienza è al servizio dei nazi padrono rpedoni del fuk-world-massons: la scienza deve bruciare è corrotta e nazista.ma guarda un po sti novelli goebbels!

  • Dom

    Bel articolo che spiega chiaramente che la scienza è sempre messa in questione. Se no, non ci sarebbe mai stato progresso nei campi di scienza e medicina. Soltanto un scienziato o medico compromesso direbbe che la scienza non si interroga.

  • Laura

    Grazie di cuore, caro Diego, sono d’accordo con le tue riflessioni e credo che lo sarebbero anche Einstein e Leonardo Da Vinci.
    La scienza è il frutto della mente che è figlia dell’anima quindi ciò che nasce dalla mente è legato alla natura inconscia dell’Essere, solo con il risveglio interiore si potrà scoprire chi siamo veramente e di quali magnificenze siamo capaci se mettiamo in gioco i talenti nascosti e le straordinarie virtù del nostro Io.
    Tutti insieme pacificamente.

    • Illegal_Fharyuk

      ceh cazzate gia che vai suiti siti di quei coglioni ciarlatani PUAHHHHHHHHHHH