L’Arabia Saudita tappa la bocca all’Occidente con i suoi contratti miliardari di acquisto armi

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Il mutismo dell’Occidente davanti all’aggressione saudita allo Yemen suscita inquietudine per il fatto che Rijad si compra anche il silenzio con i contratti miliardari che sottoscrive per acquisto di armi dai paesi occidentali.

Persino il giornale statunitense The Washington Post, in un suo articolo pubblicato il Giovedì, censura il silenzio sorprendente dei paesi occidentali circa le aggressioni del regime saudita allo Yemen, che hanno causato una catastrofe umanitaria nel paese più povero del mondo arabo.

Il giornale indica chiaramente che, mentre l’Organizzazione delle nazioni Unite (ONU), così come le agenzie internazionali di assistenza umanitaria, hanno lanciato allarmi per i crimini del regime saudita nello Yemen (bombardamenti indiscriminati su scuole, ospedali, mercati e abitazioni civili), i responsabili politici in grande maggioranza statunitensi ed europei sono rimasti muti per non incrinare i rapporti con l’Arabia Saudita.

Nelle poche osservazioni fatte da questi paesi, nel corso delle ultime settimane, non si apprezza alcun tono di appoggio al popolo yemenita che soffre la sua peggiore crisi umanitaria in quanto vittima degli attacchi criminali dell’aviazione saudita. Da due settimane, l’allora ministro della difesa britannico, Michael Fallon, ha denunciato presso il Parlamento britannico le critiche verso le esportazioni di armi dell’Arabia Saudita, e ha difeso un contratto di vendita di vari caccia bombardieri britannici alla Monarchia saudita. “Devo ripetere che le critiche verso l’Arabia Saudita in questo Parlamento non sono utili”, ha dichiarato Fallon, secondo lo stesso Washington Post.

Da parte sua il presidente USA, Donald Trump, ha reagito ad un attacco con missili fatto dallo Yemen all’Arabia Saudita ignorando il genocidio di civili yemeniti effettuato da Rijad e limitandosi ad elogiare la vendita di armi ai sauditi, stretti alleati di Washington, ha ossservato il giornale.

Negli ultimi anni, tanto il Regno Unito come gli USA hanno guadagnato più denaro che mai con le vendite di armi all’Arabia Saudita. Gli attivisti delle associazioni umanitarie denunciano che tali accordi miliardari non soltanto corrispondono ad equipaggiamenti militari, ma che presuppongono anche l’accettazione della politica di Rijad, nonostante la sua attitudine guerrafondaia ed il suo appoggio al terrorismo.

La crisi yemenita, che è iniziata nel marzo del 2015 con gli attacchi dell’Arabia saudita e dei suoi alleati nella regione, con l’approvazione degli USA, e senza il permesso delle Nazioni Unite, per riportare al potere l’ex presidente fuggitivo Abdu Rabu Mansur Hadi – fedele alleato di Rijad -, ha determinato la morte di oltre 12.000 civili, secondo i dati di recente froniti dall’ONU (dati per difetto).

Nota: I petroldollari sauditi hanno tappato la bocca ai governati dei paesi occidentali, gli stessi che di frequente “starnazzano” circa le violazioni dei diritti umani che avvengono in paesi che risultano poco inclini ad accettare le ingerenze degli USA e dei loro alleati, come in Siria, in Iran, in Russia, in Venezuela, in Corea del Nord.

Nel caso dello Yemen,  l’ipocrisia dei governanti occidentali, di personaggi come la Theresa May, come Emanuel Macron, come Paolo Gentiloni,  è così evidente che si può “tagliare a fette”.

Fonti: HispanTv   Washington Post
Traduzione e nota: Luciano Lago
Tratto da: controinformazione.info