Le famiglie italiane rinunciano a curarsi

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Il 36,7% dei nuclei risparmia sulla salute per motivi economici

La maggiore spesa sostenuta dalle famiglie italiane è per curarsi. Lo rileva la prima edizione dell’Osservatorio sul bilancio di welfare delle famiglie italiane, presentato ieri alla Camera dei Deputati dalla società Mbs Consulting, una delle principali società italiane indipendenti di consulenza aziendale che da oltre trent’anni opera nei settori assicurativo, bancario e industriale. Alla presenza di politici, accademici e rappresentanti del mondo delle imprese, è stata presentata una tabella dalla quale emerge che 33,7miliardi ogni anno vengono spesi dai nuclei familiari nel settore della sanità. L’importo medio per ogni famiglia ammonta a 1.336euro.

Famiglie risparmiano sulla salute

C’è però un dato preoccupante, quello del numero crescente di famiglie che risparmia sulle spese mediche. Non solo il 36,7% (che sale al 58,9% per la fascia più debole) ha rinunciato a cure dentistiche e a visite specialistiche per sé, ma il 76,2% non può far fronte alle spese per assistere gli anziani e il 35,4% deve risparmiare sull’istruzione dei figli.

“La famiglia non riesce più a svolgere un ruolo di protezione: oggi ci sono famiglie monogenitoriali, se non addirittura monocomponenti. Sono nuclei fragili e continua ad aumentare il gap tra chi ha denaro e chi non ne ha”, spiega Andrea Rapaccini, presidente di Mbs Consulting, “Questo modello di welfare pubblico, universalistico, non è così equo: questo sistema fa spendere di più a chi sta peggio: l’incidenza delle spese di welfare in proporzione al reddito è maggiore nelle famiglie economicamente più deboli (19%) rispetto alle famiglie agiate (14,7%)”.

Si spende per lavorare

La seconda voce per valore economico è rappresentata dai supporti al lavoro (31,2miliardi), ovvero le spese di trasporto di alimentazione necessarie per lavorare, sostenute da 16,6 milioni di famiglie, per un importo medio annuo di 1.877 euro. “Si spende una cifra folle per andare a lavorare – afferma Rapaccini -: 31 miliardi sono le spese che le famiglie sostengono per andare a lavorare, tra trasporto e vitto fuori casa. Siamo il Paese con una bassissima percentuale di smart working. Dovremmo pensarci e non solo per una questione economica: possiamo immaginare anche l’impatto sull’ambiente? È arrivato il tempo di prendere il toro per le corna”.

Altre spese

C’è poi l’istruzione dei figli, che costa 15miliardi all’anno e coinvolge 7,8milioni di famiglie che spendono in media 1.937euro. La voce relativa a cura dei figli, della casa, dei familiari anziani e non autosufficienti, riguarda invece 2,9milioni di famiglie, con una spesa media di 4.989euro.

Per cultura e tempo libero la spesa complessiva è di 7,6miliardi, sostenuta da 16,9milioni di famiglie per un importo medio di 450euro. Dietro ancora la spesa per previdenza e protezione, ossia i versamenti volontari individuali nei fondi pensione, le assicurazioni vita per la protezione delle persone e le polizze per la protezione del patrimonio domestico. Una spesa di 7,3miliardi sostenuta da 7,8milioni di famiglie che spendono in media 935euro.

Per il welfare le famiglie spendono il 14,6% del loro reddito. Di fronte a un reddito annuo medio rilevato di 29.674euro e di spese per consumi di 22.762euro, le uscite per il welfare sono pari a 4.328euro per nucleo familiare. Importanti anche le entrate di welfare per le famiglie, che contribuiscono al 33,2% alle entrate nette delle famiglie.

Fonte: interris