Le foto che stanno scioccando il web: orribile traffico d’organi di bambini in Thailandia?

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Sono orribili, inguardabili. È per questo motivo che abbiamo deciso di non pubblicarle sul nostro sito (se però ancora non le avete viste e ci tenete proprio a farlo, vi rimandiamo all’articolo in inglese: clicca qui per vedere le foto).

  • di Laura Caselli

Ogni tanto capita di trovarsi di fronte a foto che non si vorrebbero vedere. A volte fanno parte di qualche articolo dal titolo accattivante e, così, ti ritrovi a leggere una storia davvero orribile che speri con tutto il cuore che si tratti di una bufala. Questo è ciò che mi è successo ieri. L’articolo in questione parla di un orribile traffico di organi di bambini al confine tra la Malesia e la Thailandia. Secondo ciò che scrive l’autore, sarebbero stati ritrovati 700 corpi di bambini scomparsi, tutti con dei tagli sul corpo e senza alcuni organi. Alcuni di questi sarebbero stati impacchettati in scatoloni e trasportati come fossero oggetti. Si ipotizza che gli organi siano stati venduti in qualche mercato nero in Thailandia, ma ad ogni modo non vi è una fonte della notizia e  proprio alla fine dell’articolo troviamo scritto che il blog «non è stato in grado di verificare l’origine e l’attendibilità delle foto».

Sono doppiamente scioccata. Non solo ho visto delle foto davvero tremende, ma ho pure letto una storia orripilante che non so nemmeno quanto abbia di vero! Per questo motivo ho approfittato dei riposini di mia figlia per mettermi al pc e fare qualche ricerca. Qui di seguito vi riporto in sintesi quanto è emerso…

Le foto purtroppo sono autentiche. La storia che gira in rete, no. A quanto scrivono diversi siti (tipo questo) la storia che accompagna queste immagini è diventata virale già dal Novembre dell’anno scorso, ma è stata inventata. Non ci sono notizie ufficiali di ritrovamenti di corpi senza organi in quei paesi e tra l’altro alcune versioni raccontano una storia diversa. In una versione, per esempio, si dice che i bambini siano stati contrabbandati dalla Malesia in Thailandia, ma i carnefici sarebbero stati catturati al posto di controllo di frontiera di Bukit Kayu Hitam quando le autorità tailandesi hanno trovato un furgone pieno di centinaia di bambini malesi morti e senza organi nei loro corpi.

Il primo indizio che ha portato molti blogger a capire che si trattasse di una bufala, è il marchio che compare su di uno scatolone contenente il corpo di una bambina veramente ritrovata morta. Ma in Indonesia.

Anche questa volta abbiamo preferito censurare l’immagine e lasciare in evidenza solo lo scatolone (che è ciò che ci interessa). Una rapida ricerca su Google rivela che SanQua è un marchio indonesiano di acqua in bottiglia prodotta da una società denominata PT. Tirta Mas Perkasa. È interessante notare che SanQua non è disponibile né in Malesia né in Thailandia. Sempre in Indonesia è stata ritrovata Putri Nur Fauziah, la bambina legata ed inscatolata nella foto qui sopra. Aveva appena 9 anni. Era scomparsa e poi è stata ritrovata nello scatolone in una discarica. È emerso che è stata abusata sessualmente e poi brutalmente uccisa. Insomma, niente a che vedere con il traffico d’organi.

Infine la foto che ritrae decine di bambini a terra è stata scattata in Siria nell’Agosto 2013. Le piccole vittime non sono quindi bambini malesi, ma bambini siriani vittime di armi chimiche.

La polizia thailandese ha affermato che queste voci sui rapimenti di minori per poi esportarne gli organi, gira da diversi anni. «Invito la gente a smetterla di diffondere questa notizia e di non credere subito a qualunque tipo di notizia divenuta virale sui social media», ha dichiarato il capo della polizia di Kedah, Datuk Asri Yusoff.