L’inno del Canada diventa “gender neutral”

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L’inno del Canada diventa “gender neutral”

  • di Simone Pellegrini

Il termine “figli” sostituito da “tutti noi” per appiattire la differenza tra uomini e donne

Il Canada del primo ministro Justin Trudeau prosegue inarrestabile la sua marcia verso l’omologazione al pensiero dominante sui temi etici. Dopo la decisione di togliere fondi statali alle organizzazioni e ai datori di lavoro contrari all’aborto, ora il Paese della foglia d’acero mette mano all’inno nazionale per “depurarlo” di ogni riferimento alla differenza tra uomo e donna.

Nei giorni scorsi il Parlamento di Ottawa ha approvato una modifica del testo di “O Canada”(titolo dell’inno) al fine di renderlo più “gender neutral”. Così la frase “True patriot love in all thy sons command”, che si può tradurre con “L’amore della patria riempie il cuore dei figli che l’hanno costruita”, è diventata “True patriot love in all of us command”: i “figli” sono stati sostituiti dunque da un più generico “tutti noi”. Per Justin Trudeau “si tratta di un altro passo in avanti verso l’uguaglianza”, così ha commentato sul suo profilo Twitter.

Mauril Bélanger, il parlamentare che ha avanzato la proposta di legge, ha spiegato che in questo modo si vuole “rendere omaggio al sacrificio delle donne canadesi, al pari di quello degli uomini, all’interno dell’inno nazionale. Abbiamo voluto sottolineare che tutti noi contribuiamo, quali che siano il nostro sesso e le nostre origini, a fare del Canada un luogo unico al mondo. È bene che uno dei simboli più apprezzati del nostro Paese rifletta i progressi che abbiamo realizzati in tema di uguaglianza”.

A nulla è valsa la richiesta, avanzata da diversi settori della società canadese, di sottoporre la modifica dell’inno nazionale (in vigore dall’1 febbraio) a un referendum popolare. Secondo il Governo, modificare il testo era così urgente da rendere la volontà popolare di secondaria importanza. Chissà che non arrivi un Trudeau anche in Italia e che non si metta in testa di modificare quel “Fratelli d’Italia” in un “Fratelli e sorelle d’Italia”.

Fonte: interris