L’insostenibile nullità di Virginia Raggi spiegata al grillino medio

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  • di Francesco Filini

La grande monnezza
Dopo circa un anno e mezzo di governo nella Città Eterna l’amministrazione grillina guidata da Virginia Raggi ha messo in luce tutti gli evidenti limiti di chi non si è mai occupato della Cosa Pubblica. Una consiliatura carica di aspettative, nata dalle ceneri delle inchieste sul malaffare romano, i grillini si sono presentati agli elettori come gli onesti capaci di risollevare la sorte della Capitale. A smentire questa retorica scema ci hanno pensato poi le dimissioni di una sfilza di assessori, capi di gabinetto, dirigenti delle partecipate, Presidenti di Municipio, consiglieri e semplici attivisti, che insieme ai cumuli d’immondizia, alle strade colabrodo, all’insicurezza latente, alle innumerevoli gaffe e ai continui disservizi, ci restituiscono l’immagine di una Città totalmente allo sbando. Per non parlare del pasticciaccio brutto di Raffaele Marra e del fido Romeo che sono costati alla Sindaco una richiesta di rinvio a giudizio per il reato di falso ideologico in atto pubblico. Mica una cazzata qualsiasi. Non credo che ci sia soltanto una persona con un pizzico di sale in zucca che possa parlare bene di questa disastrosa esperienza.

Sondaggio o son desto?

Studio statistico preso da http://www.ilquotidianodellitorale.it/elezioni-x-municipio-monica-picca-piu-attrattiva-giuliana-pillo/

E fu così che all’appuntamento elettorale di Ostia, quello dell’unico Municipio commissariato per mafia (l’ex Presidente PD Andrea Tassone fu arrestato nell’ambito dell’inchiesta Mondo di Mezzo), i grillini arrivano spompati, sgasati e alquanto un po’ incazzati per le innumerevoli figure di fango collezionate in pochi mesi di governo. Non a caso molti sondaggi danno il M5S in picchiata nel litorale romano, con addirittura un 30 punti in meno rispetto al 44% ottenuto appena un anno e mezzo fa. Una gigantesca debacle che certificherebbe in maniera incontrovertibile (qualora ce ne fosse ancora il bisogno) che la Raggi è stato un gigantesco bluff capace di far rimpiangere addirittura il tragico Ignazio Marino.

La nuova ideologia politica del nullismo
E’ impossibile ricondurre l’azione di governo del M5S ad una delle ideologie del ‘900, come ad esempio il comunismo o il fascismo. La conditio sine qua non per essere avvicinato a un’idea o ad una filosofia, è quella di avere una visione del mondo ed affermarla attraverso la prassi politica. Si può essere o meno d’accordo con chi fa politica, ma non si potrà mai essere d’accordo con chi non fa politica, con chi non rappresenta nulla se non una pseudo morale d’accatto fetente del peggior banalmente corretto. La non-amministrazione di Virginia Raggi è insipida, sciatta e maleodora di mondialismo. Né comunismo, né liberismo, né socialismo o fascismo: i grillini a Roma hanno instaurato la nuova ideologia totalitaria del nullismo.

I sigilli a Colle Oppio, il primo atto del totalitarismo nullista

I militanti di FDI fuori la sede romana di Colle Oppio

L’elettorato dei cinquestelle è un elettorato estremamente fluido ed emotivo. E’ un elettorato che si muove sull’onda lunga della protesta, della rabbia e nell’indignazione. L’elettore grillino medio non è uno che crede in qualcosa, l’unico motivo che lo spinge a recarsi alle urne è quello di incarnare gli slogan scimmiottati dal palco del comico genovese: “VAFFANCULO” e “HONESTA’” su tutti. A Ostia, e quindi a Roma, l’unico vaffa potrebbe essere rivolto all’amministrazione Raggi, ovvero ad una Sindaco indagata e prossima ad un processo. Altro che honestà. Venuti meno i cavalli di battaglia il rischio del collasso dei nullisti è davvero concreto. E così, per tornare a fomentare le truppe, la giunta grillina si scaglia contro gli avversari poltici, colpendo proprio chi fa più paura ad Ostia e a Roma: Fratelli d’Italia. La formazione di Giorgia Meloni a Roma è in continua ascesa e molti consiglieri hanno lasciato il Movimento proprio per entrare tra le fila di FdI. A Ostia Monica Picca sembra essere la vera sfidante da contrastare. A pochi giorni dal voto i grillini decidono di chiudere la sezione simbolo della destra italiana, dove è nata la stessa Fratelli d’Italia quattro anni fa: la sede di Colle Oppio. L’accusa è quella di non aver pagato i canoni addirittura dal 1972, ma l’accusa è stata immediatamente smentita con tanto di bollettini postali alla mano dai dirigenti di FdI. Chiudere la sede dell’opposizione è un atto repressivo in piena regola, se poi quella sede rappresenta una parte della storia di Roma e d’Italia (Colle Oppio fu il primo rifugio degli esuli istriani nel 1946), l’aggressione politica prende le sembianze di un atto violento e talebano, degno del peggior regime. Quello del totalitarsimo nullista.

La chiusura di Ostia, il canto del cigno di VirGenia
Oggi si è conclusa la campagna elettorale del X Municipio, domenica si voterà per costituire il nuovo parlamentino del litorale. La Raggi ha convocato tutti gli eletti di Roma per cercare di riempire la piazza per la sua candidata Giuliana Di Pillo, che durante la campagna elettorale ha mostrato tutti i suoi macroscopici limiti. Appena salita sul palco VirGenia, forte della manovra giocata sulla pelle del suo primo avversario politico, recita come da copione l’attacco a Fratelli d’Italia e a Monica Picca: riesce in un passaggio unto della peggiore retorica demagogica a mischiare la questione della sede di Colle Oppio con “Mafia Capitale”, ottenendo dagli astanti il risultato tanto sperato: urla e spasmi orgasmici inframezzati dal solito mantra H-O-N-E-S-T-A’. VirGenia stanotte dormirà tranquilla, probabilmente rasserenata dalla scarica d’adrenalina che dà la pancia del popolo quando viene solleticata sulle note giuste. Ma se un movimento politico che governa una Città come Roma si riduce a questi mezzucci per cercare di smuovere l’elettorato, c’è il rischio che Lunedì mattina il risveglio della nostra VirGenia sia molto brusco. Speriamo.

Fonte: Rapporto Aureo

  • Soltanto una persona disonesta può esprimersi in questa maniera del lavoro della sindaca Raggi ci sono delle cose belle eseguite da questa giunta non ne ha citato neanche una siete faziosi disonesti penso di aver perso fin troppo tempo a cercare di capire cosa siete , volete tornare alla delinquenza perche siete complici .

  • Mix

    se lo dice un dirigente di Fdi appena sfrattato ci crediamo