L’Unicef: “300 milioni di bimbi vivono in zone con aria tossica”

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A livello globale, scarsa nutrizione, ambienti non salutari e malattie hanno contribuito all’arresto della crescita di 155 milioni di bambini sotto i 5 anni

Sono circa 300 milioni i bambini in tutto il mondo che respirano aria tossica. Questo, secondo quanto dimostrano diverse ricerche, potrebbe compromettere lo sviluppo cerebrale del bambino. E’ quanto affermato dall’Unicef che ha pubblicato un nuovo rapporto sullo sviluppo della prima infanzia.

Il dossier

Il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia, nel rapporto “Early Moments Matter fo Every Children”, ha sottolineato che solo 15 Paesi hanno politiche nazionali di base che garantiscono ai genitori tempo e risorse per supportare un sano sviluppo cerebrale dei figli. Trentadue paesi – in cui vive un bambino su 8 di tutti i bambini del mondo con meno di 5 anni – non hanno nessuna di queste politiche. Inoltre, circa 75 milioni di bambini sotto i 5 anni vivono in aree colpite da conflitto, aumentando il rischio di stress tossico, che potrebbe inibire le connessioni delle cellule celebrali durante la prima infanzia.

A livello globale, scarsa nutrizione, ambienti non salutari e malattie hanno contribuito all’arresto della crescita di 155 milioni di bambini sotto i 5 anni, privando i loro corpi e il loro cervello della possibilità di svilupparsi e raggiungere il loro pieno potenziale. Il rapporto dell’Unicef sottolinea poi che un quarto di tutti i bambini tra i 2 e i 4 anni in 64 paesi non partecipa ad attività fondamentali per lo sviluppo celebrale come giochi, canti e lettura.

La pubblicazione – che riprende uno studio secondo il quale i bambini delle famiglie povere che hanno esperienze di gioco e apprendimento quando sono molto piccoli guadagnano in media il 25% in più da adulti rispetto a coloro non esposti agli stessi stimoli – rileva che non occuparsi dei bambini più svantaggiati con opportunità per lo sviluppo della prima infanzia mina la potenziale crescita delle loro società ed economie.

fonte: interris