Maionchi: «La libertà sessuale è stata importante, ma non si è capito a che punto fermarsi. Si parla continuamente di sesso, ovunque»

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“La famiglia è una cosa importante. Una volta che hai scelto, devi cercare di tenerla unita”

  • di Silvia Lucchetti

Come non condividere le parole della signora della discografia? “Oggi sembra che l’imperativo sia divertirsi 24 ore al giorno, distrarsi, non pensare mai. Ma non si può. E aggiungo: che divertimento c’è nel divertirsi e basta? Anche le rinunce danno soddisfazioni”.

Oggi parliamo proprio di lei, della signora della discografia italiana. Occhiali, orecchini e rossetto rosso. Un personaggio televisivo molto amato dal pubblico anche grazie alle sue partecipazioni come giudice al talent musicale di successo XFactor. Segni particolari? Risata fragorosabattute spesso poco politically correctlinguaggio (troppo) colorito, da “bolognese doc”, che fa impazzire il web. Ci sono decine e decine di meme su di lei!

La Maionchi è una donna forte, piena di ironia, ruspante, coraggiosa ma al contempo dolce, pacificata con la vita e nell’intervista rilasciata a Silvia Truzzi per il Fatto Quotidiano sono stati diversi i passaggi e le risposte che ci hanno colpito e che abbiamo apprezzato, soprattutto in tema di famiglia.

Piccola premessa: nessuno di noi vuole darle la patente di “cattolica perfetta”, il nostro intento è sottolineare la schiettezza e l’umanità delle sue parole.

Non ho fatto una fatica titanica in quanto donna”

L’intervista si apre con i ricordi dell’adolescenza, i brutti voti a scuola “ero proprio un somaro”, i primi lavori e il grande entusiasmo anche nello svolgere semplici mansioni, poi il trasferimento a Milano, la tenacia e il piglio da guerriera che le hanno permesso di non badare troppo ai pregiudizi e di procedere nel suo percorso.

Il mio era un mondo molto maschile, anzi direi quasi esclusivamente maschile. E anche a me sono toccati i pregiudizi, ma non ci ho mai fatto troppo caso. (…) Non ho fatto una fatica titanica in quanto donna. È vero che io sono sempre stata molto combattiva e questo aiuta.

Lavoro e maternità

La Maionchi confida di essere stata d’accordo negli anni sessanta con le rivendicazioni femministe ma non di aver mai preso parte alle manifestazioni “Ai cortei però non andavo perché lavoravo, avevo la famiglia”.

Tocca poi il tema della conciliazione lavoro e famiglia dopo che l’Istat ci ha informato pochi giorni fa che sono circa 29.000 le donne che hanno rassegnato le dimissioni dal lavoro a causa della nascita di un figlio. Soprattutto al Nord dove il lavoro c’è.

(…) non ero il tipo da ‘io sono mia’. Ci sono battaglie ancora da vincere, penso alle difficoltà a conciliare lavoro e maternità. Giusto che siano illegali le dimissioni in bianco, una pratica barbara, ma poi ci tocca vedere che aumentano le dimissioni volontarie delle neomamme perché non ci sono asili e strutture che le supportino.

Profondamente credente

Sposata da 42 anni con lo stesso uomo, mamma di due figlie e nonna si dichiara profondamente credente: “prego molto ma vado poco in chiesa: non mi è mai piaciuto il fan club”.

“Sindaco o sindaca?”

Sono tantissime le risposte degne di nota, lo stile schietto della discografica è sempre d’effetto. Scontrosa, simpatica e senza peli sulla lingua alla domanda della giornalista “Sindaco o sindaca?” risponde andando contro, anche in questo caso, il politically correct, per lei è una questione… ehm… come dire… sciocca:

L’ importante è che le donne arrivino a fare il ministro. E poi: che uno sia bravo nel suo mestiere, un bravo ministro, senza rompere le palle con questa cosa del nome.

Quando si dice andare dritto all’essenziale… fortunatamente ci sono ancora donne così! 😉

La chirurgia fa male alle donne

Sempre con fermezza e leggerezza dopo aver scherzato sul suo aspetto fisico ed in particolare su come appare in Tv ha affermato:

Comunque io credo che la chirurgia faccia male alle donne. Non ti toglie l’età, ti sfigura i lineamenti e quindi indica anche uno scarso rispetto per te stessa. Vendi la tua faccia per cosa? Perché uno ti dica che dimostri dieci anni di meno? Si desidera essere ancora quella là, quella che aveva vent’ anni. Ma non si può tornare indietro, oltretutto non si è più la stessa persona. La nostra interiorità cambia.

Quando si parla di chirurgia estetica infatti spesso si tende a separare corpo e anima dimenticando che l’essere umano è un connubio inscindibile di questi due elementi. Cambia (grazie a Dio) il nostro vissuto, la nostra esperienza, perché non dovrebbe mutare il nostro aspetto?

La libertà sessuale è stata importante ma oggi si parla solo di sesso

Sui giornali hanno fatto molto rumore le sue dichiarazioni riguardo allasessualità, “La vita è anche altro. Il sesso è diventato la cosa più importante del mondo”, e in particolare il perdono che ha concesso al marito dopo un tradimento “Ma poveretto sì, mi ha fatto anche un po’ tenerezza”:

La libertà sessuale è stata importante, ma non si è capito a che punto fermarsi. Si parla continuamente di sesso, ovunque. Si vedono dappertutto persone mezze nude. Troppo. La vita è anche altro. Il sesso è diventato la cosa più importante del mondo, ci sono perfino le pubblicità con gli anziani che ammiccano. Ma il sesso è un aspetto della vita che riguarda la giovinezza, il procreare. E questo ci porta anche alle infedeltà degli uomini. Troppe coppie si sfaldano sulla questione della fedeltà: ma cosa vuoi, nella vita ti tradiscono anche gli amici, i colleghi di lavoro, mica solo i mariti.

Anche le rinunce danno soddisfazioni

Il passaggio più bello però è stato quello sulla famiglia, sull’importanza di tenerla unita, sulla libertà del “non dover divertirsi sempre” perché la vita è fatta anche di rinunce e le rinunce quando sono fatte per amore, per un bene più grande, riempiono di felicità, donano grande soddisfazione:

(…) La famiglia è una cosa importante. Una volta che hai scelto, devi cercare di tenerla unita. La famiglia aiuta quando si è giovani e poi dopo anche più tardi, quando si invecchia. Qualche volta è un peso, la vita però è piena di pesi. Qualche volta ti diverti, ma qualche volta. Oggi sembra che l’imperativo sia divertirsi 24 ore al giorno, distrarsi, non pensare mai. Ma non si può. E aggiungo: che divertimento c’è nel divertirsi e basta? Anche le rinunce danno soddisfazioni.

Cara Mara, c’è del potenziale, possiamo lavorarci, hai l’xfactor… per noi è Sì! 🙂

Fonte: Aleteia