Malta non vuole i profughi dell’Aquarius ma Salvini ha ragione

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Salvini non molli, la scelta è tra porti chiusi e morte – di Stelio Fergola. La querelle con Malta è appena iniziata, e sinceramente spero duri a lungo.

“Niente da fare, non è di nostra competenza” dicono da laggiù.
“Il salvataggio degli oltre 629 migranti ora a bordo dell’Aquarius è avvenuto nella zona libica di ricerca ed è stato coordinato dal centro di soccorso a Roma.

Malta non è né l’autorità che coordina ne ha competenza sul caso” dichiara ufficialmente il governo della Valletta.

Ma il ministro degli Interni Matteo Salvini, si può tranquillamente dire, è partito a razzo: espulsione per alcuni dei clandestini aggressori al bus di Como, nuovi sodalizi con l’Austria per trovare punti comuni sulla questione immigrazione, ed ora questo.

La nave Aquarius non può sbarcare nei porti italiani. E il codice marittimo gli dà sacrosantamente ragione: i naufraghi vanno portati nel porto più vicino sicuro, che non oggi, non ieri, ma da sempre se si parla di salvataggi di persone provenienti dal nord Africa, non è l’Italia.

Nel Mediterraneo ci sono navi con bandiera di Olanda, Spagna, Gibilterra e Gran Bretagna, ci sono Ong tedesche e…

Posted by Matteo Salvini on Sunday, June 10, 2018

Siamo di fronte a uno spartiacque: chiudere i porti significa affermare il sacrosanto diritto dello Stato italiano a disporre del proprio territorio.

Significa mettere in primo piano non solo la sovranità, ma la dignità di un governo che abbia un’autorità in casa propria.

Significa ridare almeno un briciolo di dignità ai legittimi proprietari del suolo italiano, cioè i suoi cittadini e coloro che li hanno preceduti.

In caso contrario tutto questo, ancora una volta, verrà meno. Niente sconti, ma difesa di un principio etico, civile, superiore a qualsiasi altro: la vita si tutela così, non con le chiacchiere di chi ha incoraggiato gli sbarchi per anni.

Forza Salvini. Non ho motivo per non sostenerti, diversamente da tanti che fanno dell’antipatia, e non dell’analisi, la loro prima ragione di esistenza in questo disgraziato Paese.

Sperando che il potere del pietismo non usi ogni suo mezzo per fermare un accenno di reazione, finalmente, da parte di un governo italiano.

Nelle prossime settimane potrebbero esserci delle tragedie “casuali”, e lo sappiamo tutti. Fonte: Oltre la linea