Mastite durante l’allattamento al seno: cause e rimedi

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– di Veronica Gavarini –

La mastite è un’infiammazione che può interessare una o entrambe le mammelle; può portare dolore, gonfiore, arrossamento,calore al seno e febbre.

La mastite deve essere curata in modo corretto, soprattutto per non compromettere l’allattamento al seno. Di solito è un’infiammazione grave che comprende tutta la mammella o buona parte di essa, ed è raro si presenti in entrambi i seni. La mastite puerperale è la più frequente, arriva nel periodo dell’allattamento ed e diffusa in molte neomamme. È un’infezione portata da batteri che sono presenti sulla cute (streptococco o stafilococco), ma può comparire anche per l’ostruzione di un dotto che non fa più uscire il latte causando questa infiammazione. I momenti dove compare di più sono nel primo periodo dopo il parto o durante lo svezzamento, quando il bambino diminuisce o smette di esser allattato ma puo verificarsi in ogni momento dell’allattamento.

La mastite si può riconoscere così:

  • Forte dolore al seno
  • Cute rossa, caldissima e molto tesa
  • Mammella dura
  • Febbre sopra i 38 gradi
  • Stanchezza
  • Sintomi influenzali

La mastite se non curata bene e subito può peggiorare e formare un ascesso mammario, che produce intenso dolore, tumefazione, febbre alta e ingrossamento dei linfonodi.

Se la cura antibiotica non dovesse risolvere l’infezione, occorrerà operare chirurgicamente l’ascesso con un incisione, per far espellere il pus. Proprio per questo i medici consigliano di intervenire e curarla subito e ovviamente solo i dottori potranno consigliare la cura più adatta.

Ingorgo mammario:

La mastite compare anche per un ingorgo mammario, quando si ostruiscono i dotti del latte. Questo è più frequente all’inizio dell’allattamento, perché il latte non riesce a scorrere del tutto dai dotti galattofori perché il neonato non ciuccia abbastanza con foga o non si attacca al seno correttamente. Il dotto otturato si ostruisce e la mammella si infiamma; se ciò non viene curato nel modo corretto compare la mastite.

RIMEDI:

  • Sicuramente bisogna continuare ad attaccare il bambino al seno.
  • Se si ha molto dolore si può usare il tiralatte in modo da continuare a produrre latte.
  • Cambiare posizione durante l’allattamento.
  • La posizione sdraiata fa si che il seno poggi sul letto e il comprimersi ne favorisce lo svuotamento.
  • Mettersi in posizione a 4 zampe con la forza di gravità il latte viene verso il basso.
  • Oppure la famosa posizione “da rugby”, la migliore per allattare correttamente che si può praticare da seduta o all’impiedi con il bimbo sotto il braccio come i giocatori con la palla, ovvero testina neonato all’interno e piedi all’esterno.
  • Si possono frizionare impacchi caldi;
  • assumere farmaci o antibiotici consigliati dal medico per la febbre alta o per dolore che siano compatibili con l’allattamento.
  • Molto riposo.
  • Continuare ad allattare, il bambino non avrà alcun problema, il latte non è in alcun modo contaminato ma del tutto sano.
  • Più il neonato succhia con foga, più può aiutare a sbloccare il dotto del latte.
  • Applicare impacchi caldi prima di iniziare l’allattamento per favorire l’uscita di latte.
  • Si può usare una borsa dell’acqua calda avvolta in un telo di spugna, una bottiglia di plastica con acqua calda, fare una doccia o bagno caldo o frizionare con panni caldi.
  • Spremere manualmente il seno mentre il piccolo ciuccia e svuotare il seno ad ogni fine poppata.
  • Oltre alla mastite e agli ingorghi possono comparire anche le ragadi al capezzolo.

Le ragadi sono tagli che si formano nella zona del capezzolo, assomigliano a ferite ma sono taglietti in rilievo, portano dolore e possono anche sanguinare perché il derma si scopre e la pelle è piena di terminazioni nervose e di vasi sanguigni.

Le ragadi non vanno mai prese con leggerezza perché portano infezioni.

Le ragadi nascono per la suzione sbagliata del neonato che ciuccia solo la punta del capezzolo mentre dovrebbe prendere in bocca tutta l’areola. Questi piccoli taglietti avvengono anche perché il seno rimane umido: la saliva del bambino e i rimasugli di latte non asciugati o a contatto con la coppetta assorbilatte macerano la pelle facendo si che si formino le ragadi.

Ovviamente l’aumento del seno con la montata lattea e dopo, fa si che la pelle della mammella sia sempre tesa e oltre le ragadi possono formarsi le antipatiche smagliature.

I rimedi da adottare in caso di mastite ingorghi o ragadi:

  • Pulire benissimo e lavare i capezzoli e le areole prima e dopo ogni qual volta si allatti con del cotone imbevuto d’acqua distillata o utilizzare i dischetti venduti per questo scopo.
  • Cambiare i seni ad ogni poppata, per stimolare nello stesso modo entrambi i capezzoli.
  • Tenere asciutte le mammelle frizionando con garze sterili e usando le coppette assorbilatte quando non si allatta.
  • Fare massaggi ai capezzoli e alle areole con il latte materno che ha un grande potere cicatrizzante.
  • Fare respirare il seno lasciandolo libero e scoperto all’aria aperta.
  • Noi di gravidanza amore ed emozione consigliamo di spalmare tutti i giorni olio di mandorle dolci o creme specifiche per ammorbidire la pelle da subito dopo che il test risulta positivo sia sul seno che su fianchi e pancia e consigliamo l’uso di unguenti per i capezzoli e l’allattamento cicatrizzanti.

Fonte: Gravidanza, amore ed emozione