Melegatti, dal fallimento al sold-out. Il responsabile produzione: “Vi racconto il miracolo”

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Immagine: cronacasocial.com

di Enrico Galletti

Glauco Rabitti, responsabile di produzione Melegatti, ai microfoni di Fanpage.it fa la sintesi di una settimana lunga e decisiva per il futuro dell’industria dolciaria veronese. “Ce l’abbiamo fatta. Non ci sarà nessuna cassa integrazione per i dipendenti”. La sfida è vinta. E lunedì si riparte: mini produzione di cinquemila pezzi.

“È un miracolo. Il miracolo di Natale”. Lo dice senza mezzi termini e con parole cariche di emozione Glauco Rabitti, responsabile di produzione Melegatti, che a Fanpage.it fa la sintesi di una settimana lunga e decisiva per il futuro dell’industria dolciaria veronese. Il 7 novembre scorso è cominciata una corsa contro il tempo. Il futuro da una parte, il fallimento dall’altra. Un evento straordinario, mai visto da quando l’azienda, nel 1894, ha cominciato a sfornare il “Pandoro di Verona”, con la sua inconfondibile confezione blu che lo ha accompagnato, anno dopo anno, sulla tavola degli italiani.

Un’azienda caduta in un periodo di crisi che ha spiazzato tutti…

“Ci siamo fermati di colpo. Melegatti è sprofondata in una crisi economica senza precedenti perché lo stabilimento di San Martino ci ha messi davvero a dura prova. Quando tutto sembrava perduto ci siamo guardati in faccia in cerca di soluzioni, ma non ne abbiamo trovate. A quel punto è scattato il concordato di continuità, ma le speranze di salvarsi non erano molte”.

A quel punto cos’è successo?

“Un miracolo. Saprei spiegarlo solo così. Lavoro in questa azienda da quarant’anni, di difficoltà ne ho viste molte, ma mai ci eravamo trovati in una situazione così critica. Improvvisamente, a luglio, gli operai si sono ritrovati a casa senza lavoro, da un giorno all’altro. È stato un momento difficile da gestire. Alcuni dipendenti, presi dalla paura e dallo sconforto, ci hanno voltato le spalle e hanno cercato lavoro altrove. Ma questo è comprensibile”.

E voi, a quel punto, vi siete rimboccati le maniche.

“Non siamo di certo rimasti a guardare, nonostante si parlasse già del fallimento dell’azienda. Gli operai, che da luglio non vedevano l’ombra di uno stipendio, hanno avviato una campagna incredibile, soprattutto grazie all’aiuto di Sdg Group. Abbiamo ricevuto l’appoggio di molte società ed è cominciata una vera e propria ondata di solidarietà. Sui social network sono apparsi annunci che invitavano i consumatori a stare dalla nostra parte, ancora per una volta. Io, ad un certo punto, ci ho messo la faccia. Sono andato dai miei fornitori e ho chiesto ad ognuno di loro di darci fiducia ancora una volta. Hanno compiuto un gesto decisivo, perché non è facile fidarsi ancora di chi ha alle spalle un’insolvenza di 40 milioni di euro”.

Riconquistata la fiducia dei clienti, è iniziata la ripresa?

“Abbiamo provato a ripartire. Ma chiaramente non sapevamo a cosa saremmo andati incontro. Le luci dello stabilimento si sono riaccese. Abbiamo cominciato a produrre pandori il 23 di novembre (gli anni precedenti iniziavamo ad agosto). In meno di venti giorni abbiamo sfornato un milione e mezzo di pezzi, contro i tredici milioni che produciamo di solito. Abbiamo lavorato senza perdere mai la speranza, con una convinzione: ‘Se i clienti ci aiuteranno, noi ripartiremo più forti di prima’”.

Adesso la situazione com’è?

“Non potrebbe essere migliore. Il nostro spaccio di San Giovanni Lupatoto (VR), fermo da anni, è preso d’assalto dai clienti. Tutti vogliono comprare i nostri pandori. I supermercati sono sold-out, perché in pochi giorni sono stati venduti tutti i pezzi a disposizione. Lunedì ci rimetteremo al lavoro. Recupereremo il pane di burro e la poca farina rimasta e daremo il via a un’ulteriore mini produzione di cinquemila pezzi. Il nostro miracolo, questa volta, è riuscito”.

Parlando di prospettive per il futuro?

“Oggi posso dire con certezza che non ci sarà alcuna cassa integrazione per i dipendenti. Gli operai e il personale dell’azienda potranno trascorrere un Natale sereno con le loro famiglie. Melegatti, grazie a chi ha creduto nel marchio e si è dato da fare, è pronta a ripartire anche con la produzione di croissant. Ce l’abbiamo fatta. Non c’è emozione più grande che condividere questo risultato con chi ci ha aiutato nel momento più difficile della nostra storia. Noi, a Pasqua, ci saremo. E questa è una promessa”.

Fonte: Fanpage