Mogherini? Assente

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  • di Igor Traboni

Lo schiaffo dell’Agenzia del Farmaco continua a far male: l’ambasciatrice in Europa non ha mosso un dito. E Maroni accusa il governo

Il giorno dopo lo schiaffo anche sull’Ema, l’Agenzia per il Farmaco che andrà ad Amsterdam invece che a Milano, dal governo Gentiloni-Renzi continuano a dare la colpa al sorteggio cinico e baro che ha consegnato Agenzia, posti di lavoro e un indotto da favola all’Olanda.

Invece di riconoscere e assumersi precise responsabilità sul mancato ruolo da leader internazionale, tutti a piagnucolare sul sorteggio. Ad inziare da Beatrice Lorenzin, ministro della Salite, che continua a parlare di  “una delusione grandissima, soprattutto per il sorteggio, uno puo’ accettare di perdere una competizione, ma per sorteggio e’ veramente incredibile”.

Certo, ma come ripetono in molti fuori dall’aiuola renziana e alfaniana del governo, se contavi qualcosa come Italia, al sorteggio neppure ci arrivavi. E invece, secondo la Lorenzin siamo stati pure bravi: “L’Italia ha dimostrato una grandissima credibilita’, autorevolezza a livello internazionale delle nostre strutture sanitarie, della nostra struttura del farmaco, del nostro sistema industriale e in particolare di Milano, che ha saputo avere un dossier perfetto.

Milano era la citta’ piu’ competitiva di tutte. È arrivata prima con un largo distacco al primo turno, prima anche al secondo turno. Poi con un sistema di votazione cosi’ le cose si sono scompigliate. Questo e’ un dato forte che ci deve far capire quanto e’ forte il nostro sistema”. La ministra ha parlato dell’importanza di essere uniti, “della capacita’ di fare il sistema Paese a prescindere dalle casacche. Questo vale per Milano, per Roma”. Bisogna quindi “superare le divisioni per attrarre investimenti. Spero che la stessa cosa possa accadere a Roma e in altre citta’ italiane”.

Ma a ricordare come stanno le cose alla signora Lorenzin, ecco che arriva il governatore lombardo Roberto Maroni, anche lui deluso per la mancata assegnazione a Milano: “Bisognava intervenire tra la seconda e la terza votazione. Ecco li’ la diplomazia doveva partire e dovevano esserci tutti i rappresentati del Governo, non solo il sottosegretario Gozi, forse li’ e’ mancato il rush finale”, ha detto Maroni ai microfoni di Luca Telese e Oscar Giannino nel corso della trasmissione 24Mattino su Radio 24. “Quello e’ stato il momento topico. Tra la seconda e la terza votazione bisognava convincere i cinque paesi che hanno votato per Copenaghen, ne bastavano due a votare a favore di Milano”.

A proposito di grandi assenti, spicca ancora una volta Federica Mogherini, colei che, sempre secondo Renzi, avrebbe dovuto rappresentare l’asso nella manica dell’Italia in Europa e che finora non ha portato a casa alcun risultato di rilievo, come sottolinea la Velina Rossa, foglio parlamentare di area: “Una domanda al governo italiano: quale funzione ha esercitato l’Alta rappresentante della politica estera europea Federica Mogherini nel mancato trasferimento dell’agenzia per il farmaco in Italia? Era compito dei nostri rappresentanti esercitare una pressione verso tutti i Paesi che erano coinvolti nella decisione.

Specialmente da parte di una ministra che era stata esaltata per il suo attivismo e soprattutto una ‘profonda’ delle lingue straniere. Quando si parlo’ della sua nomina da parte del signor Renzi e’ stato sottolineato che non si preferi’ a Massimo D’Alema perche’ era troppo impetuoso nelle trattative con gli altri Stati. Questo anche se il ‘rottamato’ era stato uno dei migliori ministri degli Esteri italiani. Questi i risultati portati dalle scelte della politica ‘avanguardista’ del taverniere”.

Fonte: IL GIORNALE D’ITALIA