Nascono i siti internet per le recensioni delle prostitute, con sigle per ogni tipo di rapporto

2
  • di Francesco Volpi

Location, prestazioni, valutazione e descrizione del servizio con tanto di gergo per habitué del settore. La recensione, però, non riguarda un oggetto hitech, una città da visitare, un locale o un rivenditore di auto usate ma una donna, costretta, dalla vita e dalle circostanze, a sopravvivere offrendo il proprio corpo in cambio di denaro.

Come oggetti

Veri e propri Tripadvisor del sesso a uso e consumo dei punters, termine col quale si autodefiniscono i clienti abituali di escort, “centri massaggio” da bollino rosso e prostitute di strada. Squallida devoluzione dell’essere umano e del web, ormai divenuto ricettacolo per ogni forma di aberrazione. Compresa, per l’appunto, la descrizione pedissequa delle prestazioni sessuali a pagamento ricevute, con tanto di voti, consigli agli utenti, descrizione e foto della squillo.

La mercificazione della donna messa a sistema, alla faccia di ogni canone etico e di opportunità. Sono decine i portali in Italia che agevolano l’esercizio di quella che don Benzidefiniva la “vergogna più antica del mondo“.

Alcuni davvero simili (per contenuti e presentazione) ai siti web destinati all’offerta di normali beni consumo (c’è persino l’indicazione orientativa del prezzo medio), altri sono semplici forum creati dai punters stessi per scambiarsi informazioni e commentare le proprie notti brave.

Una lingua a parte

Le recensioni vere e proprie sono spesso precedute da una rapida sintesi del rendez vous: città, quartiere e indirizzo dell’incontro, nazionalità ed età della prostituta, conformità della ragazza alla foto e alla descrizione in base a cui si è scelto, corrispondenza fra prezzo pattuito e pagato, prestazioni e info di servizio (presenza di barriere architettoniche nello stabile, reperibilità, se è fumatrice o meno). Il tutto avviene grazie a un linguaggio tecnico conosciuto solo nel mondo sotterraneo dei punters, decriptabile da nuovi arrivati e curiosi con appositi glossari forniti dagli stessi siti web. Si tratta perlopiù di sigle. Rai1, ad esempio, indica un rapporto sessuale canonico, Rai2 la sodomia, Rai international entrambe le cose insieme. L’aggiunta della parola “Cabrio” o di una “S” alla sigla significa che l’amplesso è stato consumato senza preservativo. Non mancano poi termini appositi per l’orale, la masturbazione, il bondage, il sadomaso e così via. Ogni perversione ha la sua parola chiave. I prezzi sono indicati in “Vu” (acronimo di “Velocità urbana“, cioè 50 km/, quindi 50 euro) cui viene aggiunto un numeroVu+20, ad esempio, sta per 70 euro. Viene poi specificato se si tratti di una escort o di una prostituta che opera su strada (Otr, acronimo di “On the road”).

Allarme fake

Per evitare possibili truffe e fregature i forum prevedono poi una sezione “fake”. In essa è possibile leggere i commenti di quanti non hanno trovato quello che credevano. “Incappato in questo annuncio sulla famosa bakeca (…) – scrive un utente – chiamo e mi sincero della veridicità delle foto, mi risponde la fanciulla rassicurandomi. La delusione arriva subito dopo averla vista dietro la porta, non è lei e nemmeno ci somiglia”. Una prostituta, invece, mette in guardia su un caso di immagini rubate.  “Ciao ragazzi, vi segnalo una milf (donna matura ndr) che mi ha rubato le foto scattate in periodi diversi – denuncia -. Io sono quella in lingerie con calze e quella sulla sedia. Ha del ridicolo e preoccupante perché le due foto sono rispettivamente una di febbraio e l’altra di luglio….”.

Siti d’appuntamento

Altri siti vengono, invece, direttamente gestiti dalle ragazze che postano le proprie (non sempre) foto e si presentano ai potenziali clienti in appositi spazi a esse riservati, nei quali vengono indicati il numero di cellulare per gli appuntamenti, le “preferenze” e gli orari di ricevimento. Non mancano gli spazi per i commenti e quello per esprimere una valutazione dell’esperienza con apposite stelline (da una a cinque). Come su Ebay e Amazon. Il servizio ai naviganti è, insomma, completo, rendendo queste realtà una sorta di mercato generale della dignità umana.

Fonte: interris

  • Francostars

    Che male si fa ad essere prostitute e relativi clienti nella maggiore età e consensualità? Nulla. Basta con quest’assurda Meretriciofobia.

    • Lu

      Sono d’accordo con te.
      E poi quanta ipocrisia…
      Se c’è tutta questa offerta di sesso con annessi e connessi è perché la domanda è altrettanto copiosa..
      I primi censori sono anche i primi”consumatori”. .
      E quindi,quando mi parlano di sanzionare e regolamentare il meretricio mi domando:”ok…ma chi controllerà i controllori?”