New York, un gruppo di miliardari si oppone alla nascita di un alloggio per bisognosi

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Super-ricchi contro l’accoglienza ai senzatetto

  • di Simone Pellegrino

A New York un gruppo di miliardari si oppone alla nascita di un alloggio per bisognosi

Non vogliono che i senzatetto possano avere un posto caldo in cui dormire. Loro, proprietari di immobili extralusso nel centro di Manhattan, a New York, si stanno opponendo al piano del sindaco Bill de Blasio di costruire una casa d’accoglienza per bisognosi nei pressi delle loro abitazioni sul “Billionaiers Row”.

La struttura dovrebbe ospitare circa 150 senzatetto. L’inaugurazione è prevista a marzo. Ma i vicini sono pronti a mobilitarsi pur di impedirlo. Una di loro – come riporta il Guardian – afferma che “le persone qui sono altezzose, a loro non piace” questa ipotesi. “Penso – ha aggiunto la donna, mentre portava a spasso il suo cagnolino – che avrebbero potuto ubicare questa casa d’accoglienza altrove“.

De Blasio intende però andare avanti, per aiutare il numero crescente di persone che negli Stati Uniti finisce per strada. Il primo cittadino newyorkese spiega che esiste “un nuovo tipo di senzatetto” composto da persone che ricevono “salari non al passo con il costo della maggior parte degli alloggi della nostra città”. New York è la città degli Stati Uniti che ha il maggior numero di persone costrette a vivere a cielo aperto: sarebbero circa 76.500.

Ma in generale in tutti gli Stati Uniti la cifra dei senzatetto è tornata a lievitare nel 2017: si tratta di un incremento dello 0,7%. Il censimento effettuato esattamente un anno fa, ha rivelato la presenza di oltre 553mila persone ospitate nei centri d’accoglienza e nelle strade in una sola notte, su tutto il territorio nazionale. Fra le categorie di popolazione più colpite ci sono i veterani e gli ex militari.

Ben Carson, ministro per lo sviluppo urbano, ha commentato alla radio pubblica Npr: “Dove non stiamo registrando progressi è in città come Los Angeles e New York“, in quanto in tali realtà “gli affitti aumentano più velocemente degli stipendi”.

Fonte: interris