Nicola Porro, antigrillino dichiarato: su Foa ci metto la mano sul fuoco

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nicola porro

Nicola Porro, una voce fuori dal coro: “Governo contro la libertà di stampa? Per me no”

Il giornalista Porro: “Dopo il mio licenziamento, mi chiamò Di Maio“. E Di Battista stila la lista dei “giornalisti liberi”.

Penso che non ci sia alcuna minaccia alla libertà di stampa. Penso che la libertà di stampa non venga minacciata da frasi sconsiderate ma piuttosto da comportamenti sconsiderati. Io non mi preoccupo minimamente delle frasi degli esponenti del M5s.

Mi ricordo, invece, quando il 90% del mondo giornalistico se ne infischiò dell’attacco che subii dalla Marcegaglia e mi ricordo del fatto che pure essendo un dichiarato antigrillino proprio dagli esponenti di quel movimento, come Di Battista e Di Maioricevetti telefonate dopo il mio licenziamento in Rai.

Mentre i suoi colleghi erano in piazza per manifestare contro quella che ritengono essere una minaccia alla libertà di stampa, Nicola Porro, giornalista ora a Mediaset, levava la sua voce fuori dal coro.

Il parere su FoaSecondo l’ex giornalista Rai, “è molto più pericoloso essere silenziosi e comportarsi da censori come si è fatto in passato”.

Porro vede una discontinuità rispetto al passato, anche in Rai. “Conosco Marcello Foa, che è stato nominato presidente della Rai, e se metto una mano sul fuoco su una persona che ha comportamenti libertari e non censori quella è Marcello Foa.

Sto benissimo a Mediaset, non ho nessun retro pensiero. Dico solo che quello che conta sono i comportamenti e lui è persona per bene. Non potrei mai immaginare che Foa possa permettere comportamenti di tipo censorio“.

Nicola Porro e l’accusa ai 5Stelle

La cosa che non condivido dei Cinque Stelle – dice ancora il giornalista all’Ansa – è il loro nervosismo nei confronti di una stampa urlata e giustizialista, vittima dell’ultima delle intercettazioni che è esattamente il contesto che ha creato quel clima di rabbia per la quale il Movimento 5 Stelle è cresciuto e prosperato. 

Mi sembra ridicolo che solo oggi i grillini si accorgano del sensazionalismo e della acredine di alcuni giornalisti nei confronti di indagati che fino a prova contraria restano innocenti. Come nel caso Raggi“.

Porro parla anche in generale della situazione della categoria. “Noi giornalisti abbiamo un problema – afferma -: è cambiato il mondo e noi forse siamo stati un po’ troppo chiusi nelle redazioni.

Siamo un po’ sconnessi dalla realtà e questo non lo risolviamo con un flash mob. Vale per i colleghi inglesi per la Brexit, per gli americani che non hanno capito Trump, per gli europei in merito ai sovranismi.

Il problema è l’incapacità di cogliere i fenomeni, ma in questo non vedo un dolo ma una colpa“. Fonte: interris

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