Rivista dedicata ai matrimoni: vogliono costringerci a parlare di nozze gay

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«Vogliono costringerci a parlare di nozze gay. Chiudiamo la rivista» di Redazione Tempi

Il messaggio di addio dei fondatori di una celebre testata australiana dedicata agli sposi. Boicottati dal movimento Lgbt, scaricati dagli inserzionisti

Pubblichiamo di seguito in una nostra traduzione il messaggio di addio scritto sabato scorso da Luke e Carla Burrell per spiegare la decisione di chiudere la rivista da loro fondata.

Il giornale si chiamava White Magazine ed era una delle più importanti testate dedicate al matrimonio in Australia.

La rivista, si legge in un articolo dell’agenzia Afp, «ha chiuso dopo essere stata scaricata dagli inserzionisti perché si rifiutava di parlare di coppie dello stesso sesso, a un anno dalla modifica della legislazione sul matrimonio nel paese».

Come testimonia la pagina Facebook del giornale, ultimamente White Magazine era preso di mira da diversi utenti che insistevano nel definire “omofobi” i due editori, colpevoli di non dare spazio alle rivendicazioni Lgbt.

COMMIATO. Amore è una parola molto utilizzata nel nostro settore. Tanto da rischiare di perdere il proprio valore.

Ma l’amore è una forza potente che può cambiare il mondo. L’amore dà speranza dove la speranza non c’è. Dà pace dove la pace non c’è.

«Chiudiamo la rivista»

Dodici anni fa abbiamo creato White Magazine per raccontare il matrimonio in modo diverso. Allora l’industria del matrimonio era un luogo piuttosto squallido.

Più che celebrare l’amore e l’impegno, commercializzava le nozze e sminuiva la serietà e la promessa che gli sposi si facevano a vicenda.

Celebrare l’amore e le relazioni – anziché vendere prodotti – è sempre stato il messaggio di White.

L’anno scorso la legge australiana è cambiata per consentire alle coppie dello stesso sesso di sposarsi.

Da allora ci è stato chiesto ripetutamente perché la nostra rivista non avesse ancora parlato di tutti i tipi di coppie.

Come molte persone, abbiamo dovuto riflettere sulle nostre convinzioni, non per giudicare noi stessi e gli altri, ma per fare spazio volontariamente a nuovi confronti.

È un viaggio lungo e senza soste, non è bianco o nero, ci sono tante zone grigie che bisogna esplorare.

Il nostro dovere più importante è amare e la domanda più grande che abbiamo continuato a farci è: qual è il modo migliore di amare?

White Magazine è sempre stato una pubblicazione laica, ma in quanto suoi editori, noi siamo cristiani.

Non abbiamo un’agenda da seguire, a parte amare. Non desideriamo iniziare una guerra sociale, politica o legale, cosa che può solo dividere ulteriormente le persone e che fa più male che bene. Per noi, la nostra fede è radicata nell’amore senza giudizi.

Travolti da una marea di giudizi

Ultimamente siamo stati travolti da una marea di giudizi. Conosciamo le conseguenze che si accompagnano alla conduzione di una rivista pubblica.

Ma nello stesso tempo siamo solo due esseri umani alla goffa ricerca di una strada attraverso queste grandi domande come chiunque altro, e non possediamo tutte le risposte.

Invece di concederci lo spazio per lavorare sulle nostre idee e i nostri sentimenti, invece di tentare di avviare dialoghi coraggiosi per ascoltare davvero i racconti degli altri, alcuni hanno preteso ciecamente che noi ci schierassimo da una parte.

Noi non siamo fatti per schierarci, ma per l’amore, la pazienza e la gentilezza. È partita una campagna contro la rivista, il nostro team e i nostri inserzionisti.

Anche alcune coppie raccontate dal nostro magazine sono state fatte oggetto di abusi online, a prescindere dalle loro convinzioni personali. Tutto questo ci ha molto addolorati.

Il risultato è che diversi investitori hanno ritirato le loro sponsorizzazioni per paura di essere giudicati, o per protesta.

Siamo stati costretti ad accettare il fatto che White Magazine non è più sostenibile economicamente.

Per noi, White Magazine è sempre stato un’opera di amore. Ci abbiamo messo tutte le nostre vite e i nostri cuori.

Ma ci siamo sempre detti che è importante mettere davanti il nostro benessere e le nostre relazioni.

È diventato evidente che lungo questo viaggio non ci saranno concesse la grazia e la pazienza di cui abbiamo bisogno, né possiamo agire in un modo che rifletta il profondo amore che abbiamo verso tutti.

Per quanto amiamo quel che facciamo e siamo stimolati dall’impatto positivo che ha avuto, dobbiamo tirare le tende su questa parte delle nostre vite, per ora.

I ringraziamenti

Abbiamo tutti una strada nella vita, e crediamo che al fondo di tutto ci sia l’imparare ad amare le persone nonostante le differenze, anche quando è difficile. Non abbiamo un’agenda, a parte amare.

Vogliamo cogliere l’occasione per ringraziare tutti i nostri adorabili collaboratori, sostenitori e lettori, e le coppie straordinarie che sono state ospitate dalla nostra rivista negli ultimi 12 anni.

Le vostre storie, la vostra competenza e i vostri consigli sono stati davvero fonte di ispirazione.

Ci siamo proposti di aiutare tutti voi nel viaggio della vostra relazione, ma la verità è che abbiamo ricevuto molto più di quel che abbiamo dato.

Abbiamo imparato ad affidarci gli uni agli altri, e dobbiamo ringraziare voi per questo. Siamo certi che ne verrà del bene. Molte persone sono già state coinvolte in un dialogo più profondo.

Speriamo che un giorno presto la nostra società impari ad accettare le differenze tra le persone e i diversi punti di vista, e che ci si possa amare a vicenda in ogni caso. È così che inizia il vero cambiamento positivo.

Amore, la nostra ragione di vita

«Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sarei come bronzo che rimbomba o come cimbalo che strepita. E se avessi il dono della profezia, se conoscessi tutti i misteri e avessi tutta la conoscenza, se possedessi tanta fede da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sarei nulla. E se anche dessi in cibo tutti i miei beni e consegnassi il mio corpo per averne vanto, ma non avessi la carità, a nulla mi servirebbe.

La carità è magnanima, benevola è la carità; non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia d’orgoglio, non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia ma si rallegra della verità. Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità non avrà mai fine». (1Cor 13, in diversa traduzione nel testo originale)

Fonte: Tempi – Ti potrebbe interessare anche Pasticciere rifiutò di preparare una torta di nozze a coppia gay, la Corte suprema gli dà ragione. Ecco perchè

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