Israele minaccia Assad: «Se continua a concedere all’Iran il permesso…»

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Ora Israele minaccia Assad – di Andrea Scaraglino

Israele, dopo essere stato messo alle strette sul piano militare, è passato al contrattacco verbale, minacciando senza mezzi termini il presidente siriano Bashar Al-Assad.

L’arroganza che ha contraddistinto l’intero approccio israeliano alla crisi siriana ha raggiunto il parossismo negli ultimi giorni.

Sembra assurdo, ma le continue aggressioni militari e i reiterati aiuti alle varie sigle terroristiche che operano nel sud del paese contro il legittimo governo di Damasco, sembrano non bastare più a soddisfare la tracotanza di Tel-Aviv e del suo governo. Finora, l’entità sionista si è limitata ad agire, cercando di lavorare nell’ombra, protetta da quell’aurea di santità internazionale che ben conosciamo.

Le cose stanno cambiando, all’accresciuta virulenza degli attacchi aerei, come risposta all’innegabile avanzata dell’esercito siriano e al consolidamento dell’asse sciita nella regione (vedasi la vittoria elettorale di Hezbollah in Libano), si devono aggiungere, ora, anche le minacce rivolte allo stesso presidente Assad.

Minacce di morte neanche tanto velate, rivolte dal ministro per l’energia israeliano: Yuval Steinitz. Quest’ultimo, in un’intervista ha candidamente dichiarato, “Se il presidente siriano Bashar al-Assad continua a concedere all’Iran il permesso di operare in territorio siriano, Israele lo liquiderà e rovescerà”.

Un innalzamento dei toni sostanziale e che denota la rabbia e la frustrazione del governo sionista per l’andamento delle operazioni belliche oltre Golan.

L’ultima bassezza israeliana in questa sporca guerra di Siria, dove chi si è nascosto fin ora è costretto ad uscire allo scoperto per evitare che la situazione possa divenire molto peggio di quella del 2011. Passare dal sogno di una Siria balcanizzata all’incubo delle batterie missilistiche di Teheran di fianco al confine deve aver fatto perdere la pazienza in casa Netanyhau.

E’ innegabile che questo nuovo scenario regionale che viene sviluppandosi è ciò che di peggio possa esserci per Israele, normale prevedere una sua reazione, sperando possa essere solamente una mossa tardiva e goffa e non l’inizio dell’ennesimo sacrifico richiesto ai poveri goyim.

(Se fosse troppo… dell’ennesimo sacrificio richiesto alla già provata regione mediorientale e moralmente parlando, all’umanità tutta.)

Fonte: L’INTELLETTUALE DISSIDENTE