Pandas, colpisce 1 bimbo su 100: ‘Da sera alla mattina il bambino cambia’

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Pandas: la sindrome che genitori e pediatri devono imparare a riconoscere – di Silvia Lucchetti

Lo streptococco beta emolitico di gruppo A viene ritenuto responsabile di numerosi sintomi neurologici e pediatrici ad esordio infantile

Avete mai sentito parlare di un disturbo denominato Pandas? Nel numero di dicembre di BenEssere, la salute con l’anima che trovate già in edicola è apparso un interessante articolo a firma Mirko Nuzzolo in collaborazione con Giuliana Galardini fondatrice di Pandas Italia.

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Questo termine deriva dall’acronimo di Pediatric autoimmune neuropsychiatric disorder associated with A streptococci, ovvero disordine neuropsichiatrico autoimmune pediatrico associato con lo streptococco beta emolitico di gruppo A (uno dei batteri patogeni più aggressivi).

Si tratta di una sindrome individuata recentemente da una ricercatrice del National Institute of Mental Health (Stati Uniti), che nel 1998 pubblicò sull’American Journal of Psychiatry i risultati di uno storico studio effettuato su 50 bambini affetti da Pandas.

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Nell’articolo viene fatto cenno dell’esperienza di Giuliana Galardini, fondatrice della onlus Pandas Italia, che a partire dalla vicenda personale che ha visto il suo primo figlio curato efficacemente prima dell’adolescenza, si batte per sensibilizzare la comunità scientifica e l’opinione pubblica sull’importanza di riconoscere precocemente questo quadro clinico.

Quali sono i sintomi di Pandas?

Non è così facile riconoscere i bambini con questa sindrome perché i sintomi d’esordio sono diversi da caso a caso, anche se la loro caratteristica principale va rintracciata nel cambiamento repentino dei comportamenti e nella loro “stranezza”:

«Dalla sera alla mattina il bambino cambia, al punto tale che molti genitori riferiscono di non riconoscere più il proprio figlio. I sintomi più diffusi sono il Disturbo ossessivo compulsivo (Doc in italiano, Odc in inglese) o tic motori o vocali» afferma la fondatrice, ma possono essere presenti una grande varietà di manifestazioni psichiatriche e neurologiche.

Questo quadro clinico non è stato ancora ufficialmente riconosciuto come una specifica malattia, per cui non ci sono statistiche attendibili sul numero dei bambini Pandas.

Negli Stati Uniti, dove sono state realizzate delle ricerche “ufficiose”, si ritiene vi sia un caso Pandas ogni 100 bambini.

Non esiste un protocollo scientificamente approvato circa le modalità di cura e i tempi di somministrazione in cui le terapie vanno effettuate.

In molti casi, specie se la malattia viene diagnosticata precocemente, gli antibiotici appaiono sufficienti a dominare i sintomi senza dover ricorrere a farmaci attivi sul sistema nervoso centrale.

L’articolo si concentra su molti altri aspetti della Pandas e termina con l’auspicio che grazie a studi più ampi, si possa giungere a definire il percorso diagnostico e terapeutico migliore per la salute dei nostri bambini. Fonte Aleteia

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