Pandoro Melegatti, riparte la produzione: tornerà sulle nostre travole

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Il pandoro Melegatti torna sulle tavole a Natale. Grazie a un imprenditore italianodi Anna Pedri

Buone notizie da Verona. La Melegatti, storica eccellenza italiana in campo dolciario, ha riaperto il suo stabilimento di San Giovanni Lupatoto.

E lo ha fatto per portare il pandoro sulle tavole degli italiani in vista del Natale, grazie all’acquisizione dell’azienda da parte di un imprenditore italiano, Roberto Spezzapria, che insieme al figlio ha voluto dare un futuro allo storico marchio che rischiava di scomparire, tornando a dare lavoro a decine di famiglie.

I battenti dello stabilimento sono stati riaperti questa mattina, dopo che 35 persone, per lo più ex lavoratori dell’azienda, sono stati riassunte a tempo indeterminato e in programma per i prossimi mesi ci sono altre assunzioni.

Perché se la Melegatti è ancora viva e torna a sfornare pandori e panettoni lo si deve anche ai suoi dipendenti, che con tenacia hanno fatto di tutto pur di non mettere la parola fine a una storia di eccellenza tutta italiana che ha 124 anni di vita.

Dopotutto sono stati loro, il 15 novembre di un anno fa, a portare all’interesse degli italiani le sorti dell’azienda.

Dopo mesi di cassa integrazione, di stipendi in ritardo, di presidi, avevano lanciato una campagna, che sui social è diventata virale, per salvare il pandoro e i loro posti di lavoro.

A Pasqua, pur di non compromettere la futura lavorazione dei lievitati – le colombe in particolare – i dipendenti a turno avevano vegliato il lievito madre, nutrendolo come un bambino bisognoso di cure.

Pandoro Melegatti: dal possibile fallimento alla produzione

Ma era sembrato tutto inutile, perché a maggio scorso era stato sancito il fallimento della Melegatti.

E tutti i dipendenti erano stati licenziati definitivamente. Il Tribunale di Verona ieri ha deciso la definitiva aggiudicazione dello storico marchio alla famiglia Spezzapria.

Giacomo Spezzapria, figlio di Roberto, è il nuovo presidente e Denis Moro l’amministratore delegato. Il costo d’acquisto è stato di 13,5 milioni di euro, e l’ottica in cui l’imprenditore italiano ha acquistato la Melegatti è stata quella di un intervento organico che non separasse il marchio dallo stabilimento, dai dipendenti e dalla sua storia.

Insomma, ci è voluto il coraggio di un imprenditore italiano per rilanciare un marchio storico della produzione alimentare e dolciaria del nostro Paese, facendolo rimanere italiano, dopo che in un anno si sono succeduti una serie di fondi stranieri che non hanno fatto altro che prendersi gioco di un pezzo di storia d’Italia e dei suoi dipendenti.

Fonte: IL PRIMATO NAZIONALE – Titolo originale: Il pandoro Melegatti torna sulle tavole a Natale. Grazie a un imprenditore italiano

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