Papà Bonucci e altre storie

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  • di Daniele Polidoro

Tralasciamo per un attimo mercato, guadagni, bandiere e tradimenti di maglia. Restiamo ben ancorati al titolo di questo sito. Leonardo Bonucci sarà un nuovo giocatore del Milan, dopo essere stato un grande giocatore della Juve. Prima di tutto, però, Bonucci è stato, ed è un grande papà.

Molti spesso gli hanno dato dell’antipatico. È da qualche ora anche i tifosi della Juventus non gli mandano esattamente parole d’amore.

Eppure, sotto quella faccia da rude difensore si nasconde un cuore di papà. Un papà che sarebbe stato disposto a smettere pur di star vicino al suo Matteo dopo una difficilissima partita. “Sei tu il nostro campione”, gli ripete tutte le sere prima della favola della buonanotte.

Un derby molto più semplice è quello ha dovuto affrontare l’altro figlio del difensore della Nazionale, Lorenzo, sfegatato tifoso del Toro. Certo, non dev’essere facile tifare Torino quando tuo papà ti compra i giocattoli grazie ai soldi che guadagna alla Juventus. Tutti ricorderanno la cena a casa Belotti, quando Lorenzo ha potuto coronare il sogno di conoscere il suo supereroe: il Gallo. Un giorno che gli resterà impresso nella mente, molto più dell’ultima festa Scudetto bianconera. Ecco, lì non è che si era poi divertito chissà quanto.

Insomma, piccoli ma con tanto carattere da vendere. Proprio come papà che a trent’anni  sceglie di ripartire dal Milan, dopo anni di vittorie con la maglia della Vecchia Signora: una scelta che ha fatto discutere e farà discutere ancora per un po’. Ma Leo, nella vita come sul terreno di gioco, non tira mai dietro la gamba.

E forse, tra i motivi che hanno spinto Bonucci ad andare a Milano, ci sarà stata anche una leggera “pressione” da parte di Lorenzo: “Papà, puoi andare via dalla Juve così non devo più farti il tifo contro?“. Altro che procuratori.

Fonte: Papà Van Basten e altri supereroi

  • Giovanni Parodi

    salve
    spesso ci scordiamo che i calciatori sono esseri tali e quali a noi, a volte con problemi non facili da affrontare; certo guadagnano cifre assurde considerato che, invece di scavare in miniera, giocano e corrono sull’erba di un prato.
    Questo non li esclude dal provare passioni, paure, delusioni (non solo sportive), gioie, esattamente come noi, “comuni mortali”
    saluti
    Piero e famiglia