Posto fisso addio: è il “precariato act”

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Altra impennata della disoccupazione giovanile, ma meno impiego anche per ultracinquantenni e donne

I dati dell’Istat su settembre smentiscono la narrazione di Renzi e Gentiloni

Sempre meno posti fissi. Sempre più giovani disoccupati. È la ripresa, bellezza, e tu non puoi farci niente, dicono sullo sfondo di questi orrendi dati Gentiloni e Renzi. Che forse, quando pochi giorni fa hanno tessuto le lodi delle loro “riforme” all’ammaestrata platea Pd, non sapevano sarebbero usciti questi numeri dell’Istat.

O forse sì, perché d’altronde è evidente che confidano nella memoria corta degli italiani. Fatto sta che a settembre il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, cioè la quota di giovani disoccupati sul totale di quelli occupati e disoccupati, è pari al 35,7%, in aumento di 0,6 punti percentuali rispetto al mese precedente, anche se in calo di 1,2 punti su base annua. L’incidenza dei giovani disoccupati tra 15 e 24 anni sul totale dei giovani della stessa classe di età è invece pari al 9,4%, cioè poco meno di un giovane su 10 è disoccupato. Questa incidenza è invariata rispetto ad agosto. Il tasso di occupazione dei 15-24enni cala di 0,4 punti, mentre quello di inattività cresce di 0,4 punti.

Dall’inizio dell’anno, c’è inoltre questa chiara tendenza dell’addio all’impiego solido, per l’abbraccio al precariato: sono in calo i posti fissi. L’Istat rileva che sono in calo di 17 mila unità, a settembre, i lavoratori dipendenti e tra questi in particolare quelli permanenti. Se si considera il trimestre, l’andamento viene confermato: l’occupazione sì cresce, ma quasi esclusivamente per i contratti a termine (+103 mila) perché quelli permanenti sono aumentati solo di 6 mila unità. Anche su base annua la crescita dei lavoratori dipendenti (+387 mila) riguarda più quelli a termine: il rialzo in questo caso e’ del 14,8% (+361 mila) contro i lavoratori permanenti, saliti solo dello 0,2% (+26 mila).

In termini generali, il tasso di disoccupazione si attesta all’11,1% a settembre, invariato rispetto ad agosto. Dopo il calo di agosto (-1,5%), scrive Istat, la stima delle persone in cerca di occupazione a settembre cala ancora dello 0,2% (-5 mila). La diminuzione della disoccupazione è determinata dalla componente maschile e dagli over 35, mentre si osserva un aumento tra le donne e i 15-34enni. A settembre la stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni cresce dello 0,2% (+25 mila) interrompendo l’andamento tendenzialmente in calo registrato nei mesi precedenti.

L’aumento è determinato dagli uomini e dai 15-34enni, a fronte di una sostanziale stabilità tra le donne e di un calo tra gli over 35. Il tasso di inattività sale al 34,4% (+0,1 punti). Dopo il calo di agosto (-1,5%), la stima delle persone in cerca di occupazione a settembre scende ancora dello 0,2% (-5mila).

La diminuzione della disoccupazione è determinata dalla componente maschile e dagli over 35, mentre si osserva un aumento tra le donne e i 15-34enni. In particolare, spiega l’Istat, il tasso di disoccupazione cala su base annua per le persone da 15 a 49 anni, con variazioni comprese tra -0,8 punti percentuali per i 35-49enni e -1,2 punti per i 15-24enni, mentre aumenta di 0,3 punti per gli ultracinquantenni. Anche al netto dell’effetto della componente demografica, l’incidenza dei disoccupati sulla popolazione è in calo su base annua tra i 15-49enni mentre è in crescita tra gli over 50. Il tasso di inattività cresce nell’ultimo anno tra i 15-24enni (+0,3 punti), cala tra i 25-34enni (-0,3 punti) e gli over 50 (-1,4 punti), mentre rimane stabile tra i 35-49enni.

Il calo della popolazione tra 15 e 49 anni influisce sulla variazione annua dell’inattività amplificandone il calo. Al contrario la crescita della popolazione degli ultracinquantenni attenua la variazione negativa dell’inattività in questa classe di età.

Fonte: IL GIORNALE D’ITALIA