Presidente Eritrea: «immigrazione clandestina scatenata da forze esterne»

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Eritrea, Afwerki: “Forze esterne dietro tratta e clandestini”

  • di Edith Driscoll

L’accusa del leader di Asmara: “C’è un piano per rovesciare il regime”

“Forze esterne” muoverebbero le fila dell’emigrazione clandestina e della tratta di esseri umani ai danni dei giovani eritrei. Ne è convinto il presidente Isaias Afwerki, intervistato nei giorni scorsi dalle emittenti locali Eri-Tv e Radio Dimtsi Hafash.

La denuncia

L’immigrazione clandestina o la la tratta di esseri umani dal nostro Paese è stata scatenata da alcune forze esterne come parte integrante del loro programma che mira al cambiamento di regime – ha spiegato Afwerki –  l’Eritrea ha sollecitato e continua a sollecitare l’Onu ad aprire indagini indipendenti e credibili su questo flagello”. L’intervista, realizzata a metà gennaio ma diffusa ai media occidentali solo oggi, fa parte del più ampio messaggio alla nazione pronunciato in occasione del Capodanno.

Durante il discorso il presidente eritreo ha trattato diversi argomenti, fra cui quello relativo all’emigrazione illegale che, a suo dire, toglie risorse al Paese del Corno d’Africa.

Flussi dal Corno d’Africa

L’Eritrea, stando alla maggior parte dei rapporti pubblicati dalle organizzazioni internazionali, è uno degli Stati che contribuisce maggiormente ai flussi migratori dall’Africa, al pari di Etiopia, Nigeria, Somalia e Sudan. Il problema viene ricondotto alle difficili condizioni economiche e alla mancanza di democrazia nel Paese. Accuse che il governo di Asmara ha sempre respinto, sostenendo l’esistenza di un vero e proprio piano per indebolire il regime.

Report svizzero

In un recente studio le autorità svizzere hanno affermato che gli eritrei sono in cima alla lista di migranti che hanno fatto richiesta d’asilo durante il 2017. Seguono i siriani, gli afghani e i profughi provenienti dalla Turchia. In totale, lo scorso anno, alla Svizzera sono giunte oltre 18 mila richieste, in calo di 9.119 unità rispetto al 2016 e meno della metà delle oltre 39.500 istanze presentate nel 2015. Il trend, dunque, è negativo e si avvicina a quello del 2010, quando a Berna giunsero “solo” 15.567 domande.

Fonte: interris