Vaccini, il rapporto italiano censurato: ciò che Burioni e ministri non dicono

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reazioni avverse

Regione Puglia: 4 casi di reazioni avverse “gravi” ogni 100 in seguito ai vaccini – di Massimo Mazzucco

L’industria farmaceutica non ha mai provato un forte desiderio di verificare statisticamente gli eventuali danni da vaccino (o reazioni avverse n.d.r.)

Di solito preferiscono affidarsi al sistema di segnalazione da parte dei genitori (si chiama “farmacosorveglianza passiva”).

Questo sistema ovviamente è il preferito, da parte delle case farmaceutiche, perché sanno già che la stragrande maggioranza dei genitori si dimentica di segnalare le reazioni avverse, mentre molti di loro non sanno nemmeno che esiste un sistema per farlo.

Il genitore che vede una reazione avversa nel proprio figlio si preoccupa prima di tutto di correre dal pediatra e di porre rimedio alla condizione di sofferenza del suo bambino.

Una scarsissima percentuale si ricorda poi in seguito di segnalare i fatti avvenuti alle autorità sanitarie.

Le cose però cambiano radicalmente se qualcuno – più coscienzioso degli altri – prova invece a perseguire una strategia di farmacovigilanza attiva (per farmacovigilanza attiva si intende il monitoraggio sistematico dei bambini vaccinati, con telefonate di controllo fatte ai genitori nell’arco di un lungo periodo di tempo).

E’ quello che ha provato a fare l’Osservatorio Epidemiologico Regionale della Puglia, con una campagna di farmacovigilanza attiva sui bambini vaccinati durata dal 2013 al 2017. (QUI il rapporto completo)

Reazioni avverse: risultati eclatanti

I risultati sono eclatanti. Il numero di “eventi avversi gravi” registrati durante le indagini diventa improvvisamente di 300 volte superiore al numero di casi riportati con la sorveglianza passiva.

Di fatto, come riportato dalla tabella a pag. 26, risulta che gli eventi avversi gravi sono stati oltre il 40 per mille dei casi monitorati. Come viene spiegato a pag. 17 del rapporto:

“Un evento avverso a vaccino o farmaco viene classificato come grave ove abbia determinato: decesso, pericolo di vita, invalidità grave o permanente, anomalie congenite/deficit del neonato, ospedalizzazione o prolungamento dell’ospedalizzazione, altra condizione clinicamente rilevante.”

Un’altra tabella, a pag. 33, mostra come il causality assessment (rapporto di causalità, o correlazione fra vaccino ed evento avverso) sia del 75% dei casi riportati.

In altre parole, in seguito alla somministrazione del vaccino negli anni 2013-2017 sono stati registrati 4 eventi avversi gravi ogni 100, con tre quarti di questi casi correlati direttamente alla somministrazione del vaccino stesso.

A questo punto ci si domanda che cosa succederebbe nel mondo se una ricerca di farmacovigilanza attiva, come quella eseguita dalla Regione Puglia, venisse fatta in ogni regione ed in ogni nazione del nostro pianeta.

Fonte: Luogocomune – Riferimenti: Il Giornale – Ti potrebbe interessare anche Muore bimbo di 5 mesi, la nonna: “Aveva fatto il vaccino poche ore prima”

1 commento

  1. Speriamo che questi dati debbano essere esposti per obbligo ai genitori prima di firmare il consenso informato per la vaccinazione del proprio figlio e non consigliato come sta facendo l’Aifa. Speriamo che si faccia farmacovigilanza attiva anche a medio-lungo periodo e non in una sola regione ma in tutto il territorio italiano e che si mettano le basi per un ente europeo e globale per la farmacovigilanza dei vaccini che abbia il DIVIETO di interagire in qualsiasi modo con i produttori di farmaci e vaccini.
    Speriamo che ci si interessi veramente della salute pubblica e si focalizzi l’attenzione sui componenti dei farmaci vaccini e sulla ricerca di nuovi prodotti in grado di garantire ZERO rischi per la salute e la vita dei bambini.
    Nel mentre ci auguriamo che si torni SUBITO alla vaccinazione libera di obblighi e coercizioni.

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