Puglia: il ddl omofobia che fa discutere

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Sostenuta dal governatore Emiliano, la norma è accusata di essere liberticida e pro-gender

Se ne era parlato abbondantemente un paio d’anni fa. La proposta di legge sull’omofobia, approvata alla Camera e poi impantanata in Senato, aveva suscitato un ampio dibattito pubblico. In molti la accusavano di essere una legge-bavaglio, che con la scusa di tutelare gli omosessuali da eventuali discriminazioni, lede la libertà di pensiero. Ora, il tema torna d’attualità, perché norme sulla falsariga di quella firmata da Ivan Scalfarotto tornano sul tavolo di alcune Regioni.

La legge pugliese

Ad esempio la Puglia. Qui è stato proprio il governatore, Michele Emiliano, a presentare una proposta che ha l’obiettivo di punire gli atteggiamenti discriminatori verso le persone omosessuali.

La norma prevede, tra le altre cose, politiche di formazione e qualificazione professionale nel mondo dell’istruzione e l’introduzione di forme di controllo per la rilevazione di contributi discriminatori all’interno della programmazione mediatica.

Opposizione politica

C’è tuttavia un motivo del contendere. Tanti pugliesi sono preoccupati dal fatto che tale legge possa veicolare l’ideologia gender ed imporre un pensiero unico su temi delicati come quelli che riguardano la sessualità. “È una iniziativa folle – tuona il salviniano Andrea Caroppo -, ideologica e liberticida che punta a realizzare quella che Papa Francesco definisce lacolonizzazione ideologica gender, una rieducazione finalizzata a convincerci tutti che non esistono il sesso maschile e femminile ma infiniti generi”.

Molto critica anche la posizione di Erio Congedo, consigliere regionale di Fratelli d’Italia. “La finalità del ddl omofobia ci sembra invece tutta politica, e cioé quella di caratterizzare ideologicamente l’azione di governo regionale per mandare un segnale a quella parte della sinistra oggi lontana dal Pd – spiega -; in altri termini, di riuscire a fare in Puglia ciò che a livello nazionale non riesce a Renzi. Il ddl così strutturato non ci convince anche nel merito, ad esempio per due questioni: l’art. 3 sembra celare l’intento di istituire e di diffondere l’ideologia gender nelle scuole e quindi di annullare le diversità di genere e di insinuare il dubbio sull’identità sessuale sin dai primi anni di formazione scolastica; l’art. 8 sembra voler istituire invece un controllo sulla libertà di stampa”.

La campagna di CitizenGo

Caroppo e Congedo si fanno interpreti di un sentimento diffuso tra i cittadini pugliesi. Lo testimonia la mole di adesioni che in pochissime ore ha raccolto la raccolta firme on-line lanciata da CitizenGo contro “il tentativo politico di imporre una mentalità unica ai pugliesi sui temi intimi e personali della sessualitàe dell’affettività”. Sono già oltre cinquecento i firmatari di questa petizione.

Nonostante le contestazioni, il governatore Emiliano sembra non voler cedere di un millimetro. Come riporta La Gazzetta del Mezzogiorno, il magistrato si dice comunque pronto a spiegare: “Prima di sparare su questa legge e dire che essa mette in pericolo la famiglia o la morale pubblica, di leggere il testo che io sono disponibile a discutere con chiunque”. La legge è sulla falsariga di una già approvata in Umbria nell’aprile 2017.

Fonte: interris