Quello che si è scoperto sull’alcol non ti piacerà ma ti conviene leggerlo

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  • di Andrea Centini

L’alcol provoca il cancro perché fa accumulare una sostanza chiamata acetaldeide nelle cellule staminali emopoietiche, danneggiandone il DNA e producendo la riorganizzazione dei cromosomi.

L’alcol provoca il cancro perché danneggia il DNA delle cellule staminali emopoietiche, cioè quelle indifferenziate – dette pluripotenti – dalle quali originano tutte le cellule del sangue e del sistema immunitario. Lo ha dimostrato un team di ricerca del MRC Laboratory of Molecular Biology dell’Università di Cambridge, Gran Bretagna, portando alla luce la prova che mette in relazione il consumo di bevande alcoliche e il rischio di sviluppare neoplasie. I ricercatori, coordinati dal professor Ketan Patel, hanno trovato il responsabile nell’acetaldeide, un metabolita endogeno e derivato dell’alcol, un sottoprodotto che si accumula nelle cellule quando consumiamo quantità tali di alcol che il nostro organismo ha difficoltà a metabolizzarlo.

Da ricerche fatte su cellule in coltura era già nota la capacità dell’acetaldeide di danneggiare il DNA, ma gli studiosi britannici ne hanno mostrato gli effetti devastanti conducendo alcuni esperimenti sui topi. Dopo aver somministrato etanolo ai roditori ne hanno analizzato i cromosomi e sequenziato del DNA per verificare i possibili danni prodotti dall’alcol. Dalle analisi è emerso che la sostanza può danneggiare o rompere irrimediabilmente la struttura a doppia elica del DNA all’interno delle cellule emopoietiche, producendo un’alterazione permanente. Poiché queste cellule debbono ancora differenziarsi, possono produrre anomalie in tutti i tessuti proliferando in modo incontrollato, scatenando di conseguenza tumori maligni. Sebbene l’organismo provi a riparare i danni prodotti dall’acetaldeide, non sempre vi riesce, e in alcuni casi Patel e colleghi hanno osservato persino parti di cromosomi spostate e ricombinate.

La nostra arma contro l’acetaldeide è composta da un insieme di enzimi chiamati acetaldeide deidrogenasi (ALDH), che legandosi alla sostanza la trasformano nell’innocuo (e utile per l’organismo) acetato. Tuttavia moltissime persone – ben 540 milioni solo in Asia – presentano mutazioni nel gene deputato alla formazione di uno di questi enzimi, esponendole ai rischi maggiori quando consumano bevande alcoliche. In topi geneticamente modificati incapaci di esprimere l’enzima ALDH2, uno dei più efficaci, il rischio di sviluppare danni alle cellule è quattro volte superiore rispetto agli altri topi alimentati con l’alcol.

Patel e colleghi sottolineano che l’alcol interagisce in molti modi col nostro organismo, e il cancro può svilupparsi anche se i sistemi di difesa enzimatici e di riparazione dei danni al DNA funzionano perfettamente. Secondo i ricercatori della Society for the Study of Addiction sarebbero sette le tipologie di cancro provocate dall’alcol; il team del laboratorio britannico, con la prossima indagine, vuol capire perché questa sostanza sviluppa certe neoplasie e altre no. I dettagli dello studio, che giunge dopo la conferma che l’industria dell’alcol prova a distorcere e omettere le informazioni che legano l’alcol al cancro, sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica Nature.

[Credit: spooky_kid]

Fonte: Fanpage