Redipuglia e l’offesa rap ai Caduti Italiani

0
  • di Cristina Di Giorgi

Ci sono luoghi in cui il silenzio, magari accompagnato dai battiti del cuore di chi vi si accosta con emozione, è l’unica musica che si dovrebbe ascoltare. O per lo meno, se l’aria è riempita di note e voci, che si tratti di esecuzioni mirate ad esaltare il significato e il valore che lo scenario in questione merita.

Così non sembra essere stato per il fatto che ha visto protagonista il rapper nato a Udine da genitori di nazionalità ghanese Justin Owusu, che in un videoclip (realizzato dal regista inglese Jordan McKellar) balla e canta sullo sfondo di alcuni luoghi particolari, non si sa se scelti per qualche motivo specifico o meno. Tra essi spicca il Sacrario Militare di Redipuglia: nel filmato si vede infatti Owusu esibirsi calpestando i gradoni del monumento, con le scritte “Presente” in evidenza. Calpestando, soprattutto, le tombe di oltre centomila Caduti italiani della Prima Guerra Mondiale.

Moltissime, nel web e non solo, le polemiche che il video, postato su you tube, ha provocato: sono stati infatti parecchi coloro che l’hanno a ragione considerato come un oltraggio alla nazione, ai suoi Caduti e alla sua storia.

E che si sono chiesti chi abbia concesso al rapper i permessi per girare il video incriminato, anche se secondo alcune indiscrezioni – riferisce friuli.it – Owusu non sarebbe stato autorizzato né da Onorcaduti, né dalla direzione del Sacrario, per utilizzare il quale ci sono regole molto rigide: ogni iniziativa deve infatti essere concordata con chi cura la custodia e la manutenzione dello stesso. Senza eccezione alcuna.

La direzione generale di Roma dovrà ora decidere come muoversi, anche eventualmente intraprendendo azioni giudiziarie. Dal canto suo il primo cittadino di Fogliano Redipuglia, Antonio Calligaris, ha fatto sapere che in caso di formalizzazione di una denuncia, valuterà l’ipotesi di costituirsi parte civile. “Quando ho visto il video – ha detto il sindaco, come riferisce Il Piccolo – sono inorridito. E comunque ho dato per scontato che non ci fosse alcuna autorizzazione nei confronti di quello che considero un atto sacrilego. Come Comune siamo pronti ad affiancare Onorcaduti nelle azioni legali che vorranno intraprendere. Ritengo che in questo caso ‘parte lesa’ non siano solo il Commissariato generale per le Onoranze ai Caduti e l’amministrazione comunale, ma la stessa nazione che quel Sacrario rappresenta e che è stata fatta oggetto di vilipendio.

Mi aspetto inoltre che lo Stato, in tutte le sue articolazioni, sappia reagire in modo rigoroso e duro, come deve fare un Paese civile. Spero altresì – ha concluso Calligaris – che non ci si nasconda dietro risibili scuse come la ‘libertà di espressione o artistica’, perché questo sarebbe un ulteriore insulto a quei Caduti e ai loro parenti”. E anche a tutti coloro secondo i quali ascoltare il rapper cantare che “lui perdeva tempo con la fica e gli amici stronzi” mentre saltella sulle tombe di chi ha donato il sangue per l’Italia, è come uccidere quei soldati una seconda volta. Quelle che abbiamo usato sono espressioni forse un po’ forti. Del resto però, in un periodo come quello attuale, i valori e la sacralità della memoria vanno difesi a gran voce. Chiedendo rispetto e gratitudine per chi si è sacrificato per la Patria.

Fonte: IL GIORNALE D’ITALIA