Ricostruzione dopo il terremoto? No, un centro commerciale

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Regione Umbria-dopo terremoto: un centro commerciale a Castelluccio di Norcia

Mentre nelle Marche gli amministratori regionali progettavano di spendere i fondi degli sms solidali in opere che con il terremoto non hanno nulla a che vedere (come l’ormai celebre pista ciclabile) nella vicina Umbria non va affatto meglio: la Regione, infatti, ha presentato nei giorni scorsi il progetto di un centro commerciale a Castelluccio di Norcia, uno dei luoghi più suggestivi d’Italia.

Si stenta a credere che individui dotati di raziocinio e senso della realtà possano aver concepito un’idea del genere senza aver assunto significative dosi di allucinogeni, eppure è proprio così e a confermarlo è stato il vicepresidente della Regione Fabio Paparelli, renziano di ferro: “Le procedure di affidamento dei lavori per l’urbanizzazione delle aree – da effettuare entro luglio – e poi per la realizzazione delle strutture, avverrà in tempi brevi”. (fonte: Umbria 24).

L’approvazione di un progetto di centro commerciale a Castelluccio di Norciadimostra una volta di più la distanza tra il governo e chi vive nelle aree colpite dai terremoti: se da una parte infatti si annuncia di voler valorizzare le risorse naturalistiche dei territori, dall’altra si progetta una colata di cemento a Castelluccio Di Norcia 1452 Mt.

Il progetto del centro commerciale che dovrebbe sorgere a Castelluccio di Norcia

A questo link la petizione da firmare per tentare di ostacolare l’opera: Petizione change.Org 

Alcuni ci stanno accusando di aver diffuso una bufala. Sarebbe meglio lo fosse, in effetti, e non avremmo problemi a scusarci per aver fatto confusione: il progetto però esiste, è reale e sponsorizzato da Nestlè (Fonti: regione Umbria, Perugina, Rinascita Castelluccio).

Il centro commerciale, si dice, avrà carattere provvisorio: ci permettiamo di far notare che non sono ancora stati inventati centri commerciali con le ruote e che la provvisorietà, in un contesto in cui la ricostruzione durerà decenni, è un concetto di difficile comprensione.

Sarà provvisorio per 20 anni? Lo sarà per “soli” 10 anni? Ricordiamo che dopo 11 mesi poco più del 10% delle macerie sono state rimosse (e ci avviciniamo al secondo inverno).

Altro tema importante: ai terremotati che a gran voce per mesi hanno chiesto di poter installare a titolo provvisorio le casette sui propri terreni privati è sempre stato detto che non sarebbe stato possibile: soprattutto per questo in migliaia sono stati costretti ad andare a vivere negli hotel lasciando, spesso per sempre, le loro case. Come mai la provvisorietà non era valida per le casette mentre è possibile per un’area commerciale?

Ricordiamo anche la vicenda del Sindaco di Ussita, costretto alle dimissioni dopo che è stato posto sequestro un campeggio dove si erano adoperati a dare case mobili e ripari provvisori ai terremotati. Insomma, pare che la burocrazia abbia due piatti della bilancia molto diversi, leggero e accondiscendente con le grandi multinazionali, e pesante e censorio nei confronti dei piccoli amministratori!

Così, dopo aver vissuto sulla loro pelle una misura indegna come quella delle tasse sulle macerie, se dovessero subire lo stesso trattamento dei terremotati de L’Aquila, si ritroverebbero ad essere subissati di tasse e balzelli senza aver visto ripristinati almeno i servizi essenziali utili alla popolazione.

Ecco uno stralcio del comunicato stampa della Regione Umbria che conferma la collaborazione con Nestlè per il centro commerciale a Castelluccio :

“Proprio Castelluccio di Norcia era stata scelta da Perugina come simbolo della bellezza autentica dell’Umbria ed era diventata protagonista della comunicazione di Perugina Tablò – spiega Manuela Kron, Corporate Affairs Director di Nestlé Italia – Dopo il dramma che l’ha colpita, l’azienda sente ancora più forte il legame con questi luoghi e vuole quindi continuare a sostenerli, dando il proprio aiuto alle realtà imprenditoriali che operano sul territorio e che, dopo il terremoto, hanno bisogno del contributo di tutti”.

Castelluccio deve rinascere dai suoi prodotti e dalle sue bellezze, più bella di prima. Con i suoi colori. Con la collaborazione di tutti. Perché è un patrimonio di tutti.

Si, ma sarebbe più sensato farla rinascere partendo dalla costruzione dei servizi essenziali come moduli abitativi, stalle, scuole e tutto ciò che occorre, senza la sponsorizzazione invasiva della Nestlè.

Tratto da: Radical Bio 

Fonte