Rivolta ad Attica

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Inmates at Attica State Prison in Attica, N.Y., raise their hands in clenched fists in a show of unity, Sept. 1971, during the Attica uprising, which took the lives of 43 people. (AP Photo)

9 Settembre 1971. 1000 carcerati della prigione di Attica, New York, insorgono e prendono controllo della struttura, facendo prigionieri 42 membri del personale.

La rivolta é il culmine dei movimenti di protesta per i diritti dei carcerati. Gli insorti si organizzano eleggendo dei capi che si occupano di mantenere l’ordine e gestire le negoziazioni.

27 sono le richieste, tra cui un migliore trattamento sanitario, meno punizioni corporali, e un miglioramento generali delle condizioni di vita.

Iniziano le negoziazioni con una delegazione composta da giornalisti e figure della politica locale, ma il Governatore di New York Rockefeller si rifiuta di incontrare i detenuti.

Le negoziazioni arrivano a un punto morto, e nonostante le rassicurazioni del Governatore sull’intenzione di trattare, si prepara una irruzione.

Ma i detenuti non stanno ad aspettare. Scavano trincee, elettrificano delle porte, si armano di ciò che trovano e versano benzina a cui dare fuoco in caso di irruzione.

Il 13 settembre, la polizia lancia il gas all’interno del giardino principale e delle strutture occupate, e poi apre il fuoco ininterrotto per oltre due minuti.

Quando tutto finì, 29 detenuti e 10 ostaggi erano morti. Nonostante le dichiarazioni iniziali, perizie mediche dimostrarono che tutti gli ostaggi tranne uno furono uccisi da ‘fuoco amico’, e non dai detenuti.

Ci sono forti sospetti che alcuni di quei 29 fossero stati giustiziati dopo la resa.

Anni dopo, lo stato di New York pagò $12 milioni alle famiglie delle guardie cadute, e $8 a quelle dei prigionieri.

Il Governatore aveva indietro la sua prigione, al modico prezzo di 39 vite.

Davide Rasconi

La storia é stata presa da https://www.facebook.com/fattidistoria/