Roberto Fico: divampa la polemica sui social contro il Presidente della Camera

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Ha ragione Laura Boldrini: Roberto Fico èuguale a lei – di Francesco Storace

Sui migranti il Presidente della Camera punta a mettersi di traverso. Il virus che colpisce da anni la prima carica di Montecitorio miete una vittima illustre anche nei Cinque stelle per sabotare Salvini

Si è fatto improfumare da Laura Boldrini. Si è fatto scrivere quattro cose da Roberto Saviano. E così Roberto Fico è riuscito a passare direttamente dagli autobus di Roma ai barconi che caracollano verso l’Italia, impicciandosi di questioni che dette e fatte in quella maniera hanno tutta l’aria di un vero e proprio sabotaggio dell’azione di governo.

Un virus o un manuale, chissà, ma al vertice di Montecitorio c’è qualcosa che trasforma i presidenti in altro rispetto al ruolo istituzionale che dovrebbe competere loro. Fico, Boldrini, prima ancora Fini: ma che abbiamo fatto di male?

Sui social è divampata una polemica fortissima contro questo presidente della Camera nelle ore successive allo strombazzato incontro con le Ong e Amnesty Internationale.

Un atto compiuto da Fico solo per poter vergare una nota che per la demagogia che l’ha accompagnata suona davvero male: “Chi fa solidarietà ha tutto il supporto dello Stato. La loro sofferenza è la mia sofferenza”.

Come se al governo gialloblu si fosse indifferenti alla tragedia delle guerre. No, lui mischia tutto, rifugiati e migranti economici. Bene, bravo, bis, tanto valeva tenerci Laura Boldrini, che non ha caso lo ha subito sfidato con due righe niente male dal punto di vista di quella sinistra che le elezioni le ha perse proprio su questi temi: “Quindi, ha scritto l’ex presidente al suo successore, che ci fai con Salvini?”. Ha catturato la poltrona più alta di Montecitorio, ecco che ci fa.

Per fortuna, non c’è solo la Boldrini e chi ha pazienza può verificare sui social anche le contestazioni grilline di base al vertice grillino della Camera. Tanto più che Fico si impiccia di cose che non gli competono, la sicurezza nazionale non è nella sua disponibilità, è stato eloquentemente scritto nelle forme più varie in rete.

Con quel gesto, e soprattutto con la tempistica del gesto, Fico si è messo di traverso per fare il fico con i vicescafisti, boicottando il governo e chi lo ha issato lassù. Tutto questo per fare festa assieme ai centri sociali.

Quella poltrona rischiamo di pagarla cara noi italiani, vorremmo dire a Matteo Salvini. Che farebbe bene a dire al suo collega Di Maio che le esibizioni del presidente della Camera costano tanto alla coalizione che governa – dovrebbe e vorrebbe governare – l’Italia.

Anche da questi atteggiamenti, si capisce che cosa si intenda con i veti verso uomini e donne di destra. Pugno chiuso e mani in tasca durante l’inno nazionale ci sono già bastati. A Di Maio, Salvini deve chiedere in quale comma del Contratto è previsto il sabotaggio del Viminale? Cinque anni orrendi come con Boldrini e Fini?

Tre eloquenti tweet rendono l’idea. Sono di cittadini qualunque. Giuliana Conti: “Ho votato M5S e come tantissimi del movimento sui migranti la penso esattamente come Salvini! @Roberto_Fico se ne faccia una ragione”.

Lucia Ragone: “Fico lo fai perché credi a quello che dici o per mettere in difficolta’ Salvini che pure fa parte del governo della cui Camera tu sei presidente, la qualcosa dovrebbe spingerti ad un più dignitoso silenzio!”. Stefano Carra’: “Presidente, le spiacerebbe svegliarsi dal sonno e dall’ipnosi e rendersi conto che sta dove sta grazie ai voti di Salvini?”

Ecco, darsi una regolata. Noi non siamo iscritti al partito degli sfasciacarrozze che puntano ad ostacolare il nuovo governo. Ma non vogliamo nemmeno l’invasione dell’Italia e per questo abbiamo votato il 4 marzo. Citofonate a Roberto Fico e ditegli di scendere da cavallo. Fonte: IL GIORNALE D’ITALIA