15 perle di saggezza dei nativi americani che hanno rischiato di sparire

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15 perle di saggezza dei nativi americani che tutti dovremmo conoscere

  • di Jennifer Delgado Suárez

Le diverse tribù dei nativi americani avevano una cultura che esprimeva un profondo rispetto per la natura. Avevano una visione animista del mondo ed erano fermamente convinti che esistesse una connessione tra tutte le cose.

Si stima che quando gli europei arrivarono ci fossero circa 300 cosmologie diverse, quindi il tentativo di comprendere le tradizioni e i modi di pensare dei nativi americani nell’insieme, porta inevitabilmente a una semplificazione e distorsione di quella vasta e ricca varietà.

Tuttavia, molti di loro credevano nel “Grande Spirito”, che può anche essere tradotto come “Grande Mistero” o “Grande Medicina”, una divinità creatrice che era assolutamente presente in tutte le forme di vita e nella natura. Pertanto, si sforzavano di essere uniti a questa Grande Armonia, prendendosi cura, rispettando e amando il loro ambiente. Indubbiamente, questa idea ci rimanda al concetto di “Tao” che è alla base di molte filosofie buddiste.

Il loro modo di comprendere la relazione con se stessi è altrettanto interessante e si collega ad alcuni dei principi della psicologia moderna. I nativi americani sapevano che non vi è separazione tra la parte materiale e quella spirituale e lavoravano per essere in contatto con la loro parte più intuitiva. Si fidavano di più del loro sesto senso e dell’emotività, relegando ad un secondo piano, per così dire, la parte razionale, caratteristica dell’uomo “bianco”.

Molte delle perle di saggezza di questa cultura, così come le loro lingue, riti e narrazioni andarono perdute a causa dell’invasione, della conquista e del genocidio commessi contro questi popoli. Tuttavia, coloro che si avvicinano alla loro storia trovano grandi insegnamenti pienamente validi tuttora che potrebbero non solo aiutarci a vivere più pienamente, ma che sono anche delle eccellenti bussole morali.

Detti e frasi famose dei nativi americani

1. Andiamo avanti e ci trasformiamo in ciò che pensiamo – Donm Coyhis, Mohicano

La maggior parte delle tribù di nativi americani credevano che le parole e i pensieri avessero un enorme potere sul mondo. Infatti, ritenevano che alcune conoscenze fossero così potenti da poter diventare pericolose, quindi la loro trasmissione richiedeva un processo d’istruzione e iniziazione. Oggi sappiamo che la nostra mente esercita una potente influenza sulla nostra realtà. Ciò che diamo per certo finisce per diventare la nostra realtà, semplicemente perché ci chiudiamo ad altre opzioni. Pertanto, dobbiamo stare molto attenti ai nostri pensieri perché possono diventare una profezia che si autoavvera.

2. Tutto sulla Terra ha un significato, ogni erba guarisce una malattia e ogni persona ha una missione – Colomba del lutto, Syilx

I nativi americani pensavano che tutte le cose fossero interconnesse e, come tali, avevano una ragione d’essere in quello che potremmo chiamare il “piano universale”. Molte volte non siamo in grado di cogliere il significato delle cose che ci accadono, e questo ci causa confusione e sofferenza. Invece, dovremmo imparare a fidarci un po’ di più e fluire con il corso della vita. Tutte le esperienze contengono una lezione che dobbiamo fare nostra, questo è il loro scopo, anche se a volte, in balia di rabbia o dolore, non siamo in grado di capirlo.

3. Non puoi svegliare una persona che finge di essere addormentata – Navajo

Possiamo solo aiutare quelli che si lasciano aiutare. Provare a fare il contrario è come nuotare contro corrente. I nativi americani sapevano che ogni persona doveva seguire la propria strada, non possiamo farlo noi al suo posto. Pertanto, possiamo aiutare una persona a sollevare il proprio peso, ma non dovremmo sentirci obbligati a prenderlo sulle nostre spalle al posto suo, così non gli faremmo nulla di buono, perché la priveremmo dell’opportunità di crescere e imparare da quell’esperienza.

4. Quando dubiti, stai fermo e aspetta. Quando il dubbio svanisce, avanza con coraggio – Capo Aquila Bianca, Poncas di Wichita

La pazienza dei nativi americani è proverbiale. Sfortunatamente, è una delle qualità che abbiamo perso, sacrificata sull’altare dell’immediatezza. Ma sappiamo anche che prendere decisioni mossi dalla fretta ci farà commettere errori di calcolo che finiremo per pagare a caro prezzo. Di conseguenza, di fronte all’indecisione, la cosa più intelligente da fare è aspettare, aprire la mente per ricevere tutti i segnali di cui abbiamo bisogno e, solo quando siamo sicuri, prendere una decisione.

5. La forza, non importa quanto nascosta, genera sempre resistenza – Lakota

Non possiamo ottenere nulla di buono con la forza perché questa alla fine genera sempre una forza inversa, una resistenza. Quella resistenza può assumere molteplici forme, ma implica sempre la rottura di qualcosa e la negazione del dialogo, dato che la forza ha bruciato molte navi sul suo cammino. La maggior parte delle cose torna sempre al suo corso naturale, quindi in molti casi è solo necessario essere pazienti. E quando ciò non è possibile, il dialogo e la persuasione sono strumenti migliori.

6. Non giudicare una persona finché non hai camminato due lune nei suoi mocassini – Cheyenne

A volte siamo di critica facile e comprensione lenta. Tuttavia, la maggior parte delle critiche spesso nascondono mancanza d’empatia, l’incapacità di mettersi nei panni dell’altro e comprendere le ragioni che l’hanno portato a prendere quella decisione. Tutte le critiche, per essere costruttive, devono partire dall’empatia, perché solo a partire dalla comprensione possono essere dati preziosi consigli a quella persona. Non dovremmo mai dimenticarlo.

7. Non venire dietro di me, forse io non so guidarti. Non andare avanti, forse io non voglio seguirti. Cammina al mio fianco per poter camminare insieme – Yuta

Gli Yuta erano eccellenti guerrieri e, anche se solo gli uomini combattevano, le donne avevano un ruolo di supporto importante in tutte le battaglie. Questo proverbio che ha resistito al passare del tempo trasmette un messaggio molto importante per la vita, specialmente per i nostri rapporti più stretti: dobbiamo imparare ad accompagnare senza invadere e amare senza possedere. Quando amiamo e stimiamo veramente una persona, il nostro posto è al suo fianco, non è necessario cercare di superarla, ma non dobbiamo neppure stargli dietro.

8. Pensa ciò che vuoi pensare, ma non dimenticare che devi convivere con i tuoi pensieri ogni giorno – Sioux

Questo proverbio ci ricorda che, nella nostra mente, possiamo albergare ogni tipo di pensiero. Ma non dobbiamo dimenticare che non possiamo sfuggire a quei pensieri, ci accompagneranno giorno e notte, e potranno trasformare le nostre vite in un vero e proprio incubo o, al contrario, aprirci la porta a un’esistenza più pacifica e piena. I pensieri segnati da odio, risentimento e negatività danneggiano di più chi li nutre.

9. È meglio avere meno tuoni in bocca e più luce nelle mani – Apache

Molti nativi americani ritenevano che partecipare fosse più importante delle credenze individuali di ciascun membro della tribù. Infatti, se qualcosa sorprese gli europei era l’assenza di indottrinamento sull’esistenza di una verità. Sebbene si discutessero questioni cosmologiche, la principale richiesta ai membri era che partecipassero alle cerimonie e contribuissero con il loro lavoro quotidiano. Ciò denota una visione più pragmatica che in determinate circostanze ci torna utile, perché dobbiamo ricordare che non siamo ciò che diciamo ma, fondamentalmente, ciò che facciamo.

10. Saremo ricordati per sempre dalle orme che lasciamo – Sioux

I nativi americani non credevano di essere proprietari di qualcosa, nemmeno della terra che calpestavano, ma erano consapevoli di avere la missione di proteggere queste cose per le generazioni future. Il presentismo di cui ci siamo impregnati nel secolo scorso ci ha fatto dimenticare che abbiamo anche noi quella missione. Dobbiamo ricordare che, sia a livello individuale che sociale, ciò che sopravviverà saranno le impronte che lasciamo. Pertanto, dobbiamo fare in modo di lasciare impronte nel mondo, non cicatrici difficili da guarire.

11. Se ci ponessimo più spesso delle domande, il dono della conoscenza verrebbe spontaneamente – Arapahoe

Quando eravamo piccoli, abbiamo attraversato tutti la fase dei “perché”. Poi, forse perché non abbiamo trovato le risposte che stavamo cercando o quelle che soddisfacevano appieno la nostra curiosità, abbiamo smesso di fare domande. Il problema è che smettere di chiedere significa smettere di guardare e, quindi, chiudere le porte alla conoscenza. Invece, dovremmo riprendere l’atteggiamento del bambino, sempre pronto a chiedere, a mettere in discussione le cose e interrogarsi sulla ragione d’essere di tutto.

12. Non ci vogliono molte parole per dire la verità – Capo Giuseppe, Nez Percé

La menzogna ha bisogno di molte ramificazioni per essere in grado di sostenersi, ha bisogno di essere sostenuta con molte parole e discorsi vuoti di significato. Invece, la verità spesso non ha nemmeno bisogno di parole per essere espressa e compresa. Se imparassimo a relazionarci usando le parole giuste, che esprimono esattamente la nostra verità, potremmo evitare molte interpretazioni errate e conflitti quotidiani.

13. Chiunque voglia fare grandi cose, non dovrebbe cercare di farle da solo – Seneca

Una grande idea, un grande progetto o una grande passione, ha sempre bisogno che altre persone li sostengano nei momenti difficili, che ci forniscano nuove prospettive quando siamo bloccati o ci aiutino in tutti gli ambiti che non possiamo affrontare da soli. Le reti di supporto sociale si sono dimostrate fondamentali non solo per ottenere grandi risultati ma anche per il nostro benessere. Pertanto, non dobbiamo mai dimenticare che abbiamo bisogno degli altri, e che gli altri hanno bisogno di noi.

14. L’umanità non ha intessuto la rete della vita. Siamo solo un filo dentro di essa. Qualunque cosa facciamo all’interno di questa rete, la facciamo a noi stessi, perché tutte le cose sono collegate – Capo Seattle, Duwamish

Anche se non siamo sempre consapevoli della connessione, la verità è che le nostre azioni hanno sempre conseguenze, e in molti casi queste conseguenze le soffriremo noi stessi. Nella filosofia Hindu, questa idea è espressa attraverso il karma, così che tutto ciò che proiettiamo sul mondo ci viene alla fine restituito. Nel campo della psicologia potrebbe essere legato alle profezie che si autoavverano, le decisioni, i pensieri e gli atteggiamenti che assumiamo finiscono per innescare reazioni negli altri che alla fine, soffriremo nella nostra carne.

15. Quando ti alzi al mattino, ringrazia per la luce, la tua vita e la tua forza. Se non trovi un motivo per essere grato, la colpa è solo tua – Tecumseh, Shawnee

Uno dei segreti della felicità, sostenuto da decine di ricerche nel campo della psicologia, è il sentimento di gratitudine. Dalla gratitudine sorge un profondo senso di appagamento e benessere. Questo sciamano Shawnee ci ricorda che ci sono molte ragioni per essere grati, ma siamo noi che dobbiamo trovarle, nessuno può farlo al nostro posto.

Fonte: Angolo della psicologia