Servizi segreti cinesi ci spiano sui social e poi ci ricattano, ecco come

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Guerra economica: così i servizi segreti cinesi spiano le imprese europee – di Giuseppe Gagliano

In una nota scritta congiuntamente dalla Direzione Generale della Sicurezza interna (Dgsi) e dalla Direzione generale della sicurezza esterna (Dgse), i servizi di intelligence francesi lanciano l’allarme per il massiccio spionaggio industriale e tecnologico attuato dai servizi segreti cinesi, sottolineando l’assenza di una ampia e articolata cultura di intelligence nel contesto pubblico e privato.

In uno scenario come quello attuale di libero scambio a livello economico ed informativo, anche attraverso i social network, il compito dell’intelligence diventa sempre più complesso ed arduo.

Attraverso la piattaforma LinkedIn e altri social network come Viadeo, più di 4.000 dirigenti francesi sono stati presi di mira dai servizi segreti cinesi coordinati dal Ministero della sicurezza dello Stato cinese (MSE), che conta su 200mila agenti.

L’accesso a dati sensibili strategici si concentra principalmente sulle aree della salute, dell’informatica, della energia nucleare, delle nanotecnologie e delle telecomunicazioni.

Secondo le indagini congiunte dell’intelligence francese, 500 falsi account identificati opererebbero su LinkedIn, collegati ad una quindicina di società di facciata in gran parte basate a Hong Kong e Shanghai.

Attraverso uno studio minuzioso relativo all’identificazione e alla valutazione dell’importanza dei profili occidentali su LinkedIn, i servizi segreti cinesi attuano una tecnica definita “trawling” che consiste nel raccogliere la quantità massima di informazioni con un minimo di investimento anche se contengono incongruenze di natura informativa.

I servizi segreti cinesi utilizzano la tecnica “trawling”

Una volta individuati i dirigenti di imprese di una certa rilevanza, questi vengono invitati a seminari retribuiti in Cina e poi ricattati dai servizi cinesi o attraverso foto compromettenti o dimostrando l’esistenza di transazioni finanziarie illegali (naturalmente create ad hoc dai servizi cinesi).

A questo punto, i dirigenti francesi sono quindi obbligati a inviare all’intelligence cinese circostanziate note informative relative alle società nelle quali operano.

Esistono naturalmente altre pratiche messe in campo dai servizi segreti cinesi e, fra queste, l’infiltrazione di agenti operativi nei centri di ricerca universitari servendosi dei  programmi di scambio o l’installazione di apparecchiature spionistiche.

Le proporzioni sono tali che le autorità di Parigi ritengono che l’intelligence cinese minacci la sovranità dello stato e mette in pericolo la sicurezza economica  francese servendosi della intrinseca volatilità dei dati presenti su internet.

Anche per tutelare la sicurezza nazionale del nostro Paese non solo sarebbe necessario sottolineare l’esistenza di una oggettiva guerra economica fra nazioni ma porre in essere iniziative di natura didattica rivolte al mondo della impresa.

Come quella promossa dalla Agenzia Nazionale per la sicurezza dei sistemi informatici francese, che ha messo in campo il progetto MOOC- Massive Open Online Course – finalizzato a dare indicazioni precise ai dirigenti su come evitare di essere oggetto di spionaggio anticipando le mosse dell’intelligence avversaria per evitare di doverla poi subire passivamente. Fonte Il primato nazionale

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