Sesso chimico, la pericolosa moda che infuria tra i giovani

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Tra le mode dei giovanissimi infuria anche quella del “sesso chimico”

  • di Paola Belletti

La potenza disordinata delle esperienze che si vivono sotto l’effetto di queste sostanze eccitanti fa pagare prezzi altissimi in termini di salute fisica, psichica e spirituale

Troverete in Edicola il numero di Febbraio di BenEssere, la salute con l’anima, della San Paolo edizioni.

Come sempre i contributi sono vari, ricchi, molto documentati. Sfogliandolo con calma mi sono soffermata in particolare su due pagine dedicate ad un fenomeno che infuria tra i giovanissimi. Ogni genitore con figli in età adolescenziale trema al pensiero dei pericoli nei quali anche i propri si possono imbattere e alla fragilità strutturale che caratterizza le loro giovani persone in formazione.

La lettera dalla quale la sessuologa Alessandra Grazziottin prende le mosse per illustrare una realtà preoccupante è proprio quella di una madre di figli adolescenti. Li vede particolarmente irrequieti, come affamati di emozioni forti in un modo che, confrontato con le abitudini della sua gioventù, le pare esasperato. E pericolosamente superficiali rispetto ai rischi che il ricorso a sostanze eccitanti comportano per la loro salute.

Il direttore del centro di ginecologia e sessuologia medica S. Raffaele Resnati non solo condivide questa impressione ma la inquadra in un contesto specifico, quello dell’uso che è di per sé un abuso delle droghe eccitanti, necessarie al cosiddetto “sesso chimico”.

La banalizzazione dei rischi appartiene forse da sempre alla nostra natura umana: non pareva anche a noi di essere forti e invincibili da giovani? E anche il fatto di essere prudenti e previdenti non era spesso archiviato come debolezza?

Considerazioni sommarie queste. Ma senza dubbio le dinamiche di gruppo, la ricerca spasmodica dell’accettazione e della approvazione tra i pari innesca comportamenti che guardati da fuori non possono che risultare imprudenti e gravemente autolesionisti.

E’ un triste inventario quello delle droghe a disposizione utilizzate per generare forte eccitazione sessuale. Ma più tragico ancora è quello dei danni irreversibili che l’uso comporta.

Le sostanze più usate includono:

  • metanfetamina in cristalli (sintetica, viene inalata, iniettata o fumata);
  • gamma-idrossi- butirrato, noto come “droga dello stupro”, perché cancella la memoria, e se unito all’alcol può portare al coma;
  • mefedrone, che ha effetti simili all’ecstasy, con esiti allucinatori a dosi elevate

«Che cosa succede nel cervello? Immaginate di premere l’acceleratore (con gli eccitanti) con un guidatore ubriaco (il cervello con l’amigdala terremotata dagli eccitanti): disastro garantito! Queste sostanze causano attivazione esasperata del sistema dopaminergico, ossia di quella parte del cervello che presiede al desiderio e all’eccitazione sessuale e amplificano le sensazioni artificialmente. Questo è il punto critico: la gratificazione esaltata dalle droghe porta a ripetere l’esperienza, creando una dipendenza psicologica sempre più difficile da spezzare»

Danni permanenti

Non sono tracce o piccole ferite quelle che l’assunzione di queste sostanze comportano. Dove passano devastano. La metanfetamina provoca infiammazione e danno tossico irreversibile delle nostre cellule nervose.  Le conseguenze sono cognitive, psichiche, identitarie e di comportamento. Arriva a danneggiare anche il nostro sistema immunitario rendendo la persona molto più vulnerabile a virus come l’HIV. Una vera e propria aggressione alla persona.

Ma se torniamo allo scopo per il quale queste sostanze vengono assunte – ovvero la pratica di esperienze sessuali senza freni, promiscue, particolarmente disinibite-  non possiamo che temere conseguenze in termini di salute fisica per sé e per gli altri e aggiungo con grande pena nel cuore una devastazione della propria dignità. Come se lasciassimo passare uragani forza 5 nel nostro giardino interiore. Come si ritroveranno questi ragazzi, come si guarderanno nei momenti di maggiore lucidità?

Limitandoci ai dati medici possiamo tutt’altro che serenamente constatare l’aumento esponenziale della diffusione dell”HIV.

La sifilide, così “ottocentesca” nel nostro immaginario, è di un’attualità preoccupante. Dice la dottoressa che negli ultimi anni in Italia questa infezione è aumentata del 400%. (BenEssere, Febbraio 2018, pp. 52-53). E poi papilloma virus, chlamidia e gonorrea, pericolose per la fertilità e affezioni dolorose croniche.

Come difendere i nostri ragazzi dal “sesso chimico”?

La necessità dell’informazione è solo un primo, necessario, ma non sufficiente livello di intervento.

Come possiamo combattere questi pericoli? Noi come genitori, come adulti educanti? Perché a chi ha responsabilità generali spetterà di opporsi e sradicare il mercato di queste sostanze (fanno venire i brividi, in questo senso tutte le proposte di legge volte alla normalizzazione dell’uso di stupefacenti).

Qual’è la vera difesa della quale possiamo dotare i nostri figli perché possano loro stessi innanzitutto stare lontani, non desiderare nemmeno queste esperienze e, tentati, sappiano trovare la forza di dire no e di fuggire via?

Credo che siamo chiamati ad offrire loro a piene mani la testimonianza e l’insegnamento autentico del valore altissimo della loro persona. E solo nella fede in Cristo questo valore trova un basamento stabile e inamovibile. Dobbiamo dire loro che sono abitati da Dio, che il loro corpo è meraviglioso, che la vita è dono, quello sì, stuepefacente e fragile che va speso e non goduto. Dobbiamo parlare loro della purezza, della castità, della bellezza delle virtù.

Mostrare loro esempi di amore esclusivo, fedele, bello. Lasciare che ardano davvero i loro cuori riconoscendo per quali promesse sono stati pensati. Abbiamo un dovere gravissimo nei loro confronti. Che sappiamo almeno che cosa tradiscono.

Fonte: Aleteia