Sovraffollamento e maltrattamenti nelle carceri italiane

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  • di Edith Driscoll

Il Consiglio d’Europa richiama l’Italia: 54mila detenuti a fronte di 50mila posti disponibili, oltre alle violenze. Intanto protesta a San Vittore

Nuovo richiamo di Strasburgo nei confronti dell’Italia per la condizione delle carceri. I due maggiori problemi riscontrati dal Cpt (Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene del Consiglio d’Europa) sono sovraffollamento e maltrattamenti nelle case circondariali italiane.

La visita dei commissari europei

I commissari europei sono venuti nel nostro Paese nell’aprile 2016 e hanno visitato “molti istituti di pena” – si legge nel rapporto – che “operano ancora al di sopra della loro capacità“. Gli ispettori europei riconoscono che “le autorità italiane sono riuscite a ridurre la popolazione carceraria da 65.701 nel 2013 a 53.495” nell’aprile 2016, e ad “aumentare la capacità globale del sistema detentivo da 47.040 a 49.545 nello stesso periodo”.

Tuttavia, il Comitato prosegue affermando che, a fronte di 50.200 posti disponibili, “nel primo semestre 2016 la popolazione delle carceri è aumentata da 52.164 a 54.072 detenuti, apparentemente per l’aumento del ricorso alla custodia cautelare”, aumento che “non ha fatto altro che aggravare la situazione”.

Maltrattamenti

Il rapporto del Cpt si sofferma poi sulla piaga dei maltrattamenti. Si fa riferimento a “pugni, calci e colpi con manganelli al momento del fermo (e dopo che la persona era stata messa sotto controllo) e, in alcune occasioni, durante la custodia”.

Inoltre, si legge ancora, viene violata la legge sull’immediato accesso di arrestati e fermati ad un avvocato. Di qui la richiesta alle autorità italiane, al più alto livello, di fare una dichiarazione ufficiale a tutte le forze dell’ordine per ricordare che devono rispettare tutti i diritti delle persone in loro custodia e che ogni maltrattamento sarà giudicato e punito adeguatamente.

Chi compie abusi rimane impunito

Il Comitato sottolinea, nel documento, che “se l’emergere di informazioni che indicano maltrattamenti non è seguita da risposta pronta ed efficace, coloro che sono propensi a maltrattare (…) crederanno velocemente – e con buon motivo – di poterlo farlo impunemente“.

La protesta a San Vittore

Il problema del sovraffollamento è all’origine di una protesta che i detenuti del reparto “La Nave” di San Vittore, a Milano, stanno mettendo in atto in questo ore. Le persone recluse, tossici o alcolisti, hanno attuato uno sciopero che consiste nella totale astensione dalle attività che fanno parte del loro percorso di recupero come le lezioni di teatro, di legalità, di storia dell’arte o la partecipazione ai gruppi di autoaiuto.

fonte: interris