Spagna accoglierà Aquarius: prevale la linea Salvini-Toninelli

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Una vittoria per la linea dura di Salvini anti sbarchi: la Aquarius andrà in Spagna – di Luciano Lago

Si dimostra che ad alzare la voce qualche cosa si ottiene e che non era scontato che l’Italia fosse il porto di sbarco di mezza Africa. Una leggenda creata ad arte da Renzi, Boldrini, Gentiloni, Bonino, Saviano e soci.

Alla fine sarà un porto della Spagna ad accogliere la nave Aquarius con oltre 600 migranti a bordo e questo porta il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che aveva chiuso i porti italiani alla nave, ad esultare.

Salvini ha espresso “grande soddisfazione” per la soluzione della vicenda. “Evidentemente – ha aggiunto il leader della Lega – alzare garbatamente la voce paga” ed è servito a dare “un primo importante segnale” sul fatto che “l’Italia non può continuare a sostenere da sola questo peso enorme”.

Anche il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha ringraziato il governo di Madrid per la sua disponibilità. Parlando a margine della sua visita nella zona Sae (Soluzioni abitative temporanee) del comune terremotato di Accumoli, Conte ha dichiarato: “Avevamo chiesto un gesto di solidarietà all’Europa, di farsi carico di questa emergenza e non lasciarci sola.

Il gesto della Spagna va in questa direzione, non posso non ringraziare autorità spagnole, e i ministri competenti Toninelli e Salvini” Il governo spagnolo del socialista Pedro Sanchez ha dato istruzioni alle autorità di Valencia di accogliere l’Aquarius bloccata nel Mediterraneo con oltre 600 migranti a bordo dopo che Malta e l’Italia si sono rifiutate di autorizzare l’attracco al natante spalleggiandosi le responsabilità. .(Aska News )

In mattinata, mentre sembrava irrisolvibile la contesa tra Malta e Governo italiano, erano arrivati segnali di disponibilità sia da Barcellona che da Valencia.

“Metteremo in moto ogni dispositivo affinché, se non ci sono altre possibilità, Valencia sia il luogo di approdo di questa nave”, aveva detto il sindaco di Valencia, Joan Ribó, come riporta quotidiano Abc.

In mattinata il Comune aveva espresso “la volontà di lavorare in questa direzione”, ma attendeva una decisione dal governo centrale di Madrid. Decisione che ora è arrivata.

Ora Sanchez, appena succeduto a Rajoy, pare intenzionato a prendersi la responsabilità di aprire i pontili spagnoli. “È nostro dovere contribuire ad evitare una catastrofe umanitaria e offrire un porto sicuro a queste persone”, ha detto il primo ministro indicando Valencia come luogo dove potrebbe approdare l’imbarcazione umanitaria.

Salvini non demorde e anzi: è pronto a non “piegare la testa” neppure di fronte al fatto che presto arriverà anche un altra nave, la Sea Watch 3, che al largo delle coste libiche ha caricato altri 800 immigrati.

La linea della Lega, spiegata da Centinaio, è semplice: “Blindare i porti italiani finché l’Ue non decide”. L’apertura della Spagna per Salvini rappresenta già una vittoria.

Non a caso nei giorni scorsi, subito dopo aver fatto trapelare la linea dura sui migranti, aveva attaccato i partner dell’Ue: “Nel Mediterraneo – scriveva su Facebook il ministro dell’Interno – ci sono navi con bandiera di Olanda, Spagna, Gibilterra e Gran Bretagna, ci sono Ong tedesche e spagnole, c’è Malta che non accoglie nessuno, c’è la Francia che respinge alla frontiera, c’è la Spagna che difende i suoi confini con le armi, insomma tutta l’Europa che si fa gli affari suoi”.

La vicenda alla fine dimostra che, se un Governo vuole, può farsi rispettare dalle altre nazioni europee e che l’atteggiamento remissivo dei precedenti governi aveva creato la situazione per cui l’Italia veniva considerata il campo profughi per tutta l’Africa.

Una vicenda esemplare che getta luce sul comportamento omertoso e vigliacco delle autorità maltesi che mai avevano risposto alle chiamate di soccorso fatte dalla nave Aquarius e che dimostra l’assoluta inconsistenza dei tecnoburocrati della UE che sono rimasti silenti e assenti nel corso della vicenda.

E pensare che da questi personaggi l’Italia dovrebbe farsi dettare le regole, ma “che ci facciano il favore”, diceva il nostro grande Totò.

Una vittoria non da poco per il neominostro Salvini ed uno schiaffo a doppia mano ai burocrati di Bruxelles ed ai politici della sinistra mondialista, dimostratisi collusi con trafficanti, ONG e mafie varie.

Non è però finita, adesso partiranno gli attacchi concentrici di tutto il fronte mondialista contro Salvini e saranno mobilitati i dissidenti, ovvero l’anima mondialista e di sinistra dei 5 Stelle per spaccare il Governo. La strada di Salvini e di chi rivendica la sovranità del paese è costellata di trappole. Fonte: controinformazione.info