Spinello legale in Italia? I dati inquietanti dopo la legalizzazione in Colorado

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Carlo Rovelli elogia lo spinello libero ma in Colorado la situazione è disastrosa

Rovelli, cannabis e Colorado. Il fisico sessantottino elogia ingenuamente la decisione del Canada di liberalizzare la marijuana ma trascura i preoccupanti dati che arrivano dal Colorado.

«Quasi quasi mi accendo una canna nostalgica per festeggiare!». Così il fisico Carlo Rovelli ha celebrato la liberalizzazione della marijuana in Canada, dimostrando nel suo articolo quanto sia forte lo sdoppiamento di personalità: così autorevole nel suo campo di specializzazione (la gravità quantistica) quanto ingenuo, banale ed inattendibile in tutto il resto.

Lo aveva già notato Umberto Minopoli commentando il “manifesto elettorale ideale” di Rovelli, rimasto evidentemente ai suoi tanto amati anni ’70, tra Peace&Love e capelloni lunghi, quando «fumare insieme uno spinello di marijuana era un piccolo rito collettivo per dirsi l’un l’altro: crediamo nella possibilità di un mondo migliore di questo».

Lo spinello è 30 volte più pericoloso rispetto decenni fa

In realtà la droga, prima di diventare una dipendenza, è sempre stata una debolezza esistenziale di fronte ad un mondo, una realtà che si ritiene inadeguata rispetto alle proprie aspettative, noiosa o crudele e, per questo, si cerca una fuga, per quanto momentanea e psicologicamente ingannevole.

Qualcuno avverta Rovelli che a Woodstock hanno smesso di suonare 49 anni fa e forse è il caso di risalire sul Volkswagen Bulli a fiori e ritornare a casa.

O, per lo meno, provare ad informarsi prima di scrivere sul Corriere della Sera un elogio allo “spinello libero”, ignorando che l’Università di Washington ha mostrato che la marijuana è oggi 30 volte più forte e pericolosa rispetto a decenni fa, misurando i livelli di THC.

Eppure, per lui «uno spinello non porta necessariamente alla rovina» e può dimostrarlo scientificamente perché «due degli ultimi presidenti degli Stati Uniti, la maggioranza dei miei colleghi nei dipartimenti di fisica, la pressoché totalità dei miei amici di gioventù e una lunghissima lista di popolazioni tradizionali del mondo hanno fumato marijuana senza esagerati danni».

Così, continua ironico: «Ora i giovani canadesi moriranno tutti di overdose di spinelli, diventeranno tutti intontiti e scemi, gli si brucerà il cervello, si butteranno tutti dalla finestra pensando di saper volare, e diventeranno tutti banditi e tutti eroinomani, come si aspettano i bigotti nostrani».

In Colorado la cannabis è liberalizzata del 2012

In realtà, inconsciamente, sta prefigurando più o meno quanto è puntualmente avvenuto in Colorado, dove la cannabis è stata liberalizzata nel 2012. Lo mostriamo in tre punti sintetici piuttosto significativi.

Iniziamo con il cavallo di battaglia dei “pro-legalizzazione”, ovvero la legalizzazione per combattere il mercato nero.

Una emerita sciocchezza per i procuratori antimafia italiani (qui citati), ed infatti già nel nel 2014 il capo della Divisione narcotici della polizia del Colorado Springs, Mark Comte, ha riconosciuto: «La legalizzazione non ha fatto altro che migliorare l’opportunità per il mercato nero».

Il tutto confermato nel 2015 dal procuratore generale Cynthia Coffman, che ha rivelato: «I criminali vendono ancora sul mercato nero. Abbiamo un sacco di attività di cartello in Colorado e un sacco di attività illegali che non sono affatto diminuite».

Il Colorado Springs Gazette ha dimostrato che «il mercato nero è fiorente e sta crescendo in modi nuovi e imprevedibili».

Ed infatti nel 2016, sempre in Colorado, si è dovuti ricorrere ad una guerra ufficiale al dilagante fenomeno della marijuana illegale e ai mercati extra-statali, tanto che gli arresti legati al mercato nero di marijuana sono aumentati del 380% nel periodo 2014-2016.

L’università di Harvard scrive al governatore

Nel 2017 un gruppo di scienziati dell’Università di Harvard ha scritto al governatore del Colorado, John Hickenlooper, preoccupati per l’impatto negativo seguito alla liberalizzazione della marijuana «per la salute pubblica, per i giovani e per le forze dell’ordine».

La lettera aperta è stata firmata da numerose autorità e specialisti in campo medico, coadiuvati dallo psichiatra Stuart Gitlow, già presidente della American Society of Addiction Medicine. Semplici “bigotti nostrani”, secondo Rovelli.

I dati sono stati confermati in un report dell’American College of Pediatricians, datato aprile 2018, in cui si forniscono «nuove informazioni a sostegno dei significativi effetti negativi della legalizzazione della cannabis in Colorado su adolescenti e giovani adulti».

Si sottolinea, inoltre, che «con la legalizzazione esiste una percezione minore del rischio di utilizzo della droga da parte sia degli adolescenti che dei loro genitori».

Ovvero, la “legge crea costume” e ciò che è legalizzato lo si percepisce come “positivo”, abbassando inevitabilmente i livelli di attenzione e prudenza.

Il report governativo del 2017

Sempre nel 2017 un documentatissimo report governativo sull’impatto della legalizzazione della cannabis in Colorado ha sinteticamente dimostrato che, dal 2013 sono:

– aumentati del 145% gli incidenti mortali che hanno coinvolto conducenti risultati positivi alla marijuana

– aumentati del 66% i decessi dovuti al traffico illegale di marijuana; aumentato del 20% il consumo giovanile di marijuana, trasformando il Colorado nel paese con più giovani che vivono sotto l’effetto di droga;

i reati nelle scuole aumentati esponenzialmente da parte di giovani risultati positivi all’uso di cannabis (1.766 nel 2012, 1.980 nel 2013 e 2.363 nel 2014);

– aumentati esponenzialmente i ricoveri ospedalieri d’emergenza per danni da consumo di marijuana (6.305 nel 2011, 6.715 nel 2012, 8.272 nel 2013 e 11.439 nel 2014);

– aumentati esponenzialmente i cittadini curati nei centri tossicologici per esposizione alla marijuana (da 43 nel periodo 2009-2012 a 134 nel periodo 2013-2016);

– i minori di 9 anni curati nei centri tossicologici per esposizione alla marijuana sono aumentati del 206%;

– aumento significativo degli adolescenti suicidi risultati positivi alla marijuana (13,5% nel periodo 2006-2008, 13,8% nel periodo 2009-2011 e 16% nel periodo 2012-2014);

– aumentati del 109% i residenti fuori dal Colorado ricoverati al pronto soccorso a causa di sintomi correlati alla marijuana;

– aumentate del 914% le libbre medie di marijuana derivanti dal mercato nero sequestrate ogni anno ecc.

Esistono molti altri dati e rapporti ma la panoramica è sufficientemente chiara. Questo è l’esempio di quanto sta accadendo in un Paese che ha liberalizzato la cannabis, modello di riferimento di Carlo Rovelli e Roberto Saviano. Fonte UCCR

2 Commenti

  1. Per fortuna siete agli sgoccioli, e la vostra credibilità e sottozero, la gente non è più così stupida o influenzabile come pensate, e leggere l’ennesimo articolo allarmistico basato sul nulla fa un pò ridere e un pò piangere. Estinguetevi per favore o dirottate il vostro livore ai veri mali della società che voi stessi contribuite ad alimentare.

  2. Tutto giusto(diciamo che molti dati erano già presenti, il fatto che sia legalizzata ha innalzato i controlli che hanno fatto emergere ciò che già c’era ma, nascosto dalla coltre dell’illegalità, se domani rendono la droga legale in Italia e si mettono a controllare l’assunzione come per gli alcolici ai guidatori scoprirai che anche in Italia buona parte della popolazione è sotto l’effetto di stupefacenti, perché come dice il professore quasi chiunque la assume/ha assunta e tutti i conoscenti idem, io sono ingegnere e dei miei amici e conoscenti diciamo mhhh un buon 98% ne fa uso regolarmente, eppure sono tutti ingegneri, medici, psicologi tutta gente per bene, nessuno ha mai fatto incidenti, incensurati, non sono mai finiti ricoverati, …ma com’è questa cosa? Devo credere ai vostri dati o alla mia esperienza quasi 30ennale del mondo? Le uniche persone che sono “scoppiate” sono quelle che sono passate “ad altro” e già molto prima si era capito la fine che avrebbero fatto e non era certo per via della droga, quella è stata solo il fattore scatenante, le canne le abbiamo fumate tutti basta averci il cervello e coscienza come per tutti i vizi)

    Io comunque mi sarei soffermato a leggere i dati anche di alcool e nicotina…
    Come mai gli incidenti/ricoveri/morti per queste sostanze non vengono enunciati? Eppure sono talmente simili a uno spinello, perché se dobbiamo salvare l’umanità salviamola per bene, quante vite si salverebbero se vietassimo anche sigarette e alcool??

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