Bruciano manichini di Salvini e Di Maio, ecco il futuro democratico – Video

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Studenti in piazza bruciano i manichini di Salvini e Di Maio (Foto)di Davide Romano

Roma, 12 ott – Torna l’autunno e tornano le mobilitazioni studentesche (di sinistra).

A Torino, Roma, Napoli e altre città d’Italia la Rete degli Studenti scende in piazza e lancia il suo anatema contro il governo gialloverde.

A prendersi la ribalta sono stati i torinesi, che hanno avuto la brillante idea di bruciare in piazza Castello dei manichini dei vicepremier Salvini e Di Maio.

“Il Governo ignora i problemi degli studenti”.

Le effigi dei leader di Lega e 5 Stelle sono dapprima state imbrattate con la vernice rossa e dopo gli è stato dato fuoco, mentre gli “studenti” scandivano cori anti governativi (tipo il brillante “odio la Lega”).

Una scena degna di un corteo salafita. A corredo delle manifestazioni la solita litania sui “diritti negati” agli studenti.

Oggi siamo in piazza perché subiamo l’ingiustizia quotidiana di costi economici insostenibili per studiare.

La manovra finanziaria annunciata dal Governo ignora i problemi degli studenti, non prevede maggiori risorse per il diritto allo studio né per la qualità della formazione o per la ricerca.

Da Nord a Sud, saremo in stato di agitazione permanente nelle scuole e nelle università finché non avremo risposte concrete dal Governo nazionale mentre ad oggi Bussetti rifiuta di incontrare le rappresentanze studentesche“, spiega Giacomo Cossu, uno dei coordinatori nazionali.

Nelle critiche alla manovra anche la mancata lotta all’evasione fiscale: “Questo non è cambiamento”, spiega sempre Cossu, “vediamo infatti il maggior deficit previsto viene utilizzato per condoni agli evasori fiscali e per tagliare le tasse ai più ricchi.

Per noi giovani mancano le risorse e mancano provvedimenti concreti per contrastare la precarietà nel mercato del lavoro.

Il ‘cambiamento’ tanto propagandato sembra in netta continuità per il passato, perché é assente un progetto di rilancio dello sviluppo sostenibile per il nostro Paese”. Fonte: IL PRIMATO NAZIONALE