Tanoressia, il disturbo sempre più diffuso che causa il tumore

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La tanoressia: una strana necessità

  • di Jennifer Delgado Suárez

Non c’è limite all’immaginazione umana e sembra non ci sia neppure limite alle tante “strane” necessità che possiamo provare. Esistono persone che mostrano una preoccupazione esacerbata ed irrazionale per mantenere la loro pelle perennemente abbronzata, nutrono un desiderio ossessivo al merito, fino al punto di causarsi danni seri alla cute. Questo disturbo è stato chiamato: tanoressia.

La tanoressia, esiste da tempi remoti, ma attualmente, allo stesso modo dell’anoressia nervosa o la bulimia, è aumentato vertiginosamente il numero delle persone che ne soffrono. Essere perennemente “abbronzati” fa parte del canone di bellezza che condivide la cultura occidentale.

Il termine fu coniato da alcuni dermatologi nordamericani che si incontrarono con un gruppo di pazienti che venivano nei loro ambulatori con lesioni cutanee molto importanti provocate dai raggi ultravioletti e che, indipendentemente da ciò, continuavano ad esporsi agli stessi.

Il campione a più forte rischio sono le donne tra 15 e 35 anni, anche se ultimamente gli uomini mostrano altrettanto una forte dipendenza dall’abbronzatura perenne, tanto che a seguito di una ricerca sviluppata dall’Università di Richmond in Virginia, alla quale presero parte 400 studenti, vennero riscontrati i sintomi di dipendenza dall’abbronzatura nel 25% dei casi!

Le persone che soffrono di tanoressia, indipendentemente da quanto siano abbronzate, vedono sempre la loro pelle troppo pallida, e continuano a sottoporsi ai raggi UVA. Il fatto di non poter raggiungere una tonalità sufficientemente scura genera sentimenti di frustrazione, sensi di colpa e ansia. Questi individui vedono sempre la loro pelle pallida, alternano sessioni di bagni di sole ai raggi UVA artificiali e se non possono ricevere la loro dose di radiazioni diarie manifestano i sintomi di una vera e propria sindrome d’astinenza. La maggior parte di queste persone non si rende conto del loro grado di dipendenza, che può essere riscontrato solo dal dermatologo.

Ma … attenzione! Gli esperti avvertono del grado di dipendenza che genera la tanoressia, come dire, prendere il sole non è un semplice capriccio che permette di essere “alla moda”. I raggi UVA scatenano la produzione di endorfine, sostanze chimiche cerebrali che producono la sensazione di euforia ed alleviano il dolore. Qualcosa di simile agli effetti delle droghe tradizionali.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità fa riferimento ad una vera e propria epidemia di tumore della pelle, Solo negli USA si registrano annualmente più di un milione di nuovi casi, mentre nel Regno Unito una persona su cinque contrae cancro alla pelle durante la sua vita. Nonostante questo, 30 milioni di nordamericani e 3 milioni di britannici, usufruiscono dei centri abbronzanti indipendentemente dal fatto riconosciuto che il 90% dei tumori alla pelle sia associato ai raggi ultravioletti.

Perché avviene questo?

1. Non abbiamo la percezione reale del rischio, molti pensano: “il cancro alla pelle è una malattia che non mi toccherà mai” e,

2. Siamo troppo occupati a seguire i modelli di bellezza che ci impongono i mezzi di comunicazione per fermarci a riflettere sui danni che possiamo causarci o pensare a quanto inutile sia seguire ideali ed esempi vuoti che ci vengono imposti dalle campagne pubblicitarie.

Ognuno di noi tragga le proprie conclusioni.

Fonti:
Heckman, C. J.; Egleston, B. L.; Wilson, D. B. & Ingersoll, K. S. (2008) A preliminary investigation of the predictors of tanning dependence.(Clinical report) American Journal of Health Behavior. 32(5):451-464.

Fox Chase Cancer Center (2008, September). Addicted To Tanning Beds? ‘Tanorexia’ Common Among University Students. Clinical Oncology Week.

Roy, R. (2009, Abril) Tanorexia: The Insidious Lure of Tanning Beds. Publicado en: http://www.livescience.com/health/090408-tanorexia.html

Fonte: Angolo della psicologia