Tredicesima: 11 miliardi di euro rimarranno allo Stato

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Fisco rapace: anche la tredicesima nel mirino dell’erario – di Salvatore Recupero, da Il Primato Nazionale

La stretta fiscale non risparmia neanche la tredicesima. A fronte di circa 47 miliardi di mensilità aggiuntiva che a dicembre saranno erogati a 33,7 milioni di pensionati, operai e impiegati, l’erario, attraverso le ritenute Irpef, ne preleverà infatti 11 e alla fine in tasca ai beneficiari ne rimarranno 36.

A dirlo è l’Ufficio Studi della Cgia di Mestre. Questa è senza dubbio una pessima notizia sia per i dipendenti che per gli esercenti. Vediamo perché.

La tredicesima dovrebbe servire a far ripartire i consumi interni e non a pagare le bollette, il saldo dell’Imu/Tasi sulla seconda abitazione e la Tari (tributo per l’asporto e lo smaltimento dei rifiuti).

Non possiamo stupirci, dunque, se “negli ultimi dieci anni – si legge nello studio – gli acquisti natalizi sono crollati di circa il 50%, con una spesa complessiva che l’anno scorso si è attestata attorno ai 10 miliardi di euro”.

I timori degli artigiani mestrini sono confermati anche dalla Confesercenti. L’associazione ha realizzato con Swg un sondaggio in cui emerge che “il budget previsto per i regali è di 285 euro a persona, il 7% in meno rispetto ai 307 del Natale 2017”.

Per Confesercenti, però, è tutta colpa dello spread. Il differenziale tra i nostri bond e i Bundesanleihe tedeschi fa più paura delle tasse.

Una conclusione paradossale che, tuttavia, conferma la distanza dei rappresentati di categorie dai loro associati.

La tredicesima non è un regalo

A tal proposito è bene ricordare che il combinato disposto tra aumento della pressione fiscale e diminuzione della spesa sociale ha portato milioni di italiani sulla soglia della povertà.

Tornado alla tredicesima è bene ricordare che essa non fu istituita come una semplice “gratifica natalizia”, non nasce come un premio aziendale.

Difatti nel 1937 il governo Mussolini spinse affinché il Contratto collettivo nazionale contenesse l’obbligo di corrispondere una mensilità aggiuntiva, rispetto alle dodici annuali.

Chi venne dopo si guardò bene dal cancellare questo provvedimento che, anzi, nel corso degli anni fu esteso erga omnes.

Non si tratta, dunque, di un regalo, ma di una retribuzione aggiuntiva che viene maturata sulla base dei giorni lavorati da gennaio a dicembre.

Pertanto, in un momento storico in cui è necessario far circolare denaro, è imperdonabile lasciare che la tredicesima venga erosa dalla tassazione indiretta. Fonte Il primato nazionale

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